Aborto e limiti internet pro life, la Francia al bivio democratico

In una lettera al Presidente Hollande, resa pubblica nei giorni scorsi, il Presidente dei Vescovi francesi, monsignor Georges Pontier, ha espresso la sua “grande preoccupazione” per la proposta di legge presentata dal governo che mira ad estendere “il reato di ostacolo alla interruzione volontaria di gravidanza”. Questo disegno di legge, si legge le Lettera “mette […]

In una lettera al Presidente Hollande, resa pubblica nei giorni scorsi, il Presidente dei Vescovi francesi, monsignor Georges Pontier, ha espresso la sua “grande preoccupazione” per la proposta di legge presentata dal governo che mira ad estendere “il reato di ostacolo alla interruzione volontaria di gravidanza”. Questo disegno di legge, si legge le Lettera “mette […]

In una lettera al Presidente Hollande, resa pubblica nei giorni scorsi, il Presidente dei Vescovi francesi, monsignor Georges Pontier, ha espresso la sua “grande preoccupazione” per la proposta di legge presentata dal governo che mira ad estendere “il reato di ostacolo alla interruzione volontaria di gravidanza”.

Questo disegno di legge, si legge le Lettera “mette in discussione i fondamenti della nostra libertà e soprattutto la libertà di espressione”. 

La proposta che sarà dibattuta dal 1 dicembre dalla Assemblea Nazionale, ha come obiettivo quello di condannare per legge quei siti web nati in Francia con lo scopo di dare alle donne un luogo di ascolto, ma che sono ora accusati di “indurre deliberatamente in errore – così recita testualmente la legge – intimidire e/o esercitare pressioni psicologiche o morali al fine di dissuadere dal ricorrere all’aborto”. 

Ad essere messe sotto accusa dal Governo sono le associazioni che attraverso il digitale si dedicano all’ascolto di quelle donne che si trovano nella difficile scelta di abortire o meno.

“L’interruzione volontaria di gravidanza – scrive il vescovo Pontier al presidente Hollande – che lo si voglia o no, rimane un atto pesante e grave che interroga profondamente la coscienza. In situazioni difficili, sono numerose le donne che non sanno se portare a termine o meno la gravidanza e avvertono il bisogno di parlarne con qualcuno, cercare un consiglio”.

Il presidente dei vescovi francesi fa anche notare già all’inizio del 2015, ciìon una riforma legislativa, la maggioranza aveva deciso di eliminare il termine temporale di una settimana di riflessione ‘pima dell’aborto’.


Perciò i
siti Internet a disposizione di queste donne “compensano l’assenza di luoghi di ascolto” e “il loro successo prova che essi rispondono ad un’attesa e un bisogno reale”.

Questi luoghi – fa poi notare mons. Pontier – accolgono tutti e non discriminano nessuno…Questa diversità di situazioni e comportamenti è resa possibile perché questi siti garantiscono sempre spazi di libertà”.

La proposta di legge in discussione alla Assemblea nazionale “costituirebbe un precedente grave di limitazione della libertà di espressione su Internet.

Una limitazione – conclude Pontier – ancora più grave in quanto tocca questioni di libertà di coscienza” e quindi in ultima analisi “una minaccia grave ai principi di democrazia”.

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