All’ONU si difende l’aborto o la vita?

Il Comitato dei Diritti Umani, uno dei più antichi e meglio noti comitati delle Nazioni Unite, sta considerando di escludere il figlio non ancora nato dal “diritto alla vita” nel diritto internazionale. La modifica in esame in queste settimane afferma: “Gli Stato devono garantire un accesso sicuro all’aborto per proteggere la vita e la salute […]

Il Comitato dei Diritti Umani, uno dei più antichi e meglio noti comitati delle Nazioni Unite, sta considerando di escludere il figlio non ancora nato dal “diritto alla vita” nel diritto internazionale. La modifica in esame in queste settimane afferma: “Gli Stato devono garantire un accesso sicuro all’aborto per proteggere la vita e la salute […]

Il Comitato dei Diritti Umani, uno dei più antichi e meglio noti comitati delle Nazioni Unite, sta considerando di escludere il figlio non ancora nato dal “diritto alla vita” nel diritto internazionale.

La modifica in esame in queste settimane afferma: “Gli Stato devono garantire un accesso sicuro all’aborto per proteggere la vita e la salute delle donne in gravidanza, soprattutto quando la gravidanza è il risultato della violenza o dell’incesto, o quando il feto soffre di morte fatale “. Il progetto considera anche le restrizioni sull’aborto come una forma di trattamento crudele, inumano e degradante.

Anche se si è escluso il figlio non ancora nato, il Comitato parla del diritto alla vita, dicendo che “è parte di ogni essere umano” ma che “non deve essere interpretato in modo stretto”. Descrive il diritto alla vita come “più prezioso” e “supremo diritto da cui non è consentita alcuna deroga “. Ma nei commenti si dice che l’eutanasia non viola il diritto alla vita se viene eseguita su pazienti con malattie terminali.

Una vasta gamma di gruppi pro-vita provenienti da tutto il mondo aveva sconvolto la commissione nel 2015, quando per la prima volta era stata considerata la esclusione del bambino concepito dal diritto alla vita. Quindi ancora oggi, il segretario generale dell’ONU ha prorogato i termini per i pareri e le audizioni in preparazione del testo finale…i termine ultimo per inviare e presentare commenti da parte delle NGO sarà il prossimo 6 ottobre 2017.

Molti esperti internazionali sulla salute, giuristi e politici hanno criticato vari comitati delle Nazioni Unite sullo stesso tema dell’aborto, preparando e firmando i cosiddetti ‘San Josè Articles’. Cinquanta studiosi hanno sottolineato che nessun trattato ONU menziona l’aborto e che nessun trattato dell’ONU può essere interpretato in modo equo e corretto quando si vuole includere un diritto all’aborto.

Infatti sebbene i trattati delle Nazioni Unite non prevedano specifici obblighi positivi degli Stati per quanto riguarda la protezione dei bambini nel ventre della madre, il diritto internazionale crea una presunzione a favore della protezione della vita nel seno materno, perché vieta l’applicazione della pena di morte alle donne in gravidanza e la Convenzione sui Diritti del Bambino protegge esplicitamente i bambini “prima della nascita”.

La battaglia a Ginevra e al Comitato dei Diritti Umani prosegue, tuttavia è bene ricordare che
le osservazioni e le raccomandazioni del Comitato non sono né vincolanti né autorevoli, la Commissione però può indirettamente influenzare l’interpretazione del trattato attraverso le agenzie e le organizzazioni ONU che si affidano a loro, nonché ai giudici. Le osservazioni non vincolanti della Commissione sarebbero probabilmente citate da Corti o Giudici in vari paesi del mondo o nelle Corti Internazionali.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com