Amnesty International e Chiesa, una strana alleanza in Argentina

In Argentina Amnesty International e un vescovo della Chiesa Cattolica alleati contro proposta del Governo? Accade che l’arcivescovo Héctor Rubén Aguer di La Plata, considerato il prelato più duro del paese in materia di legalizzazione dell’aborto e della contraccezione, insiste che la nuova legge sulla libertà religiosa potrebbe minacciare lo status preferenziale della Chiesa Cattolica […]

In Argentina Amnesty International e un vescovo della Chiesa Cattolica alleati contro proposta del Governo? Accade che l’arcivescovo Héctor Rubén Aguer di La Plata, considerato il prelato più duro del paese in materia di legalizzazione dell’aborto e della contraccezione, insiste che la nuova legge sulla libertà religiosa potrebbe minacciare lo status preferenziale della Chiesa Cattolica […]

In Argentina Amnesty International e un vescovo della Chiesa Cattolica alleati contro proposta del Governo?

Accade che l’arcivescovo Héctor Rubén Aguer di La Plata, considerato il prelato più duro del paese in materia di legalizzazione dell’aborto e della contraccezione, insiste che la nuova legge sulla libertà religiosa potrebbe minacciare lo status preferenziale della Chiesa Cattolica previsto dalla Costituzione, mentre Amnesty International teme la legge potrebbe privare la gioventù argentina dei propri diritti sessuali.

Il disegno di legge sulla libertà religiosa e di coscienza è stato presentato al Senato argentino in giugno e riflette un consenso tra i vari gruppi religiosi del paese: la Conferenza episcopale locale, le due maggiori istituzioni ebraiche, un centro islamico e diverse federazioni di chiese evangeliche e cristiani ortodossi . Ha il sostegno del governo nazionale, compreso il presidente Mauricio Macri.

Tra le altre questioni, la proposta di legge introduce un diritto all’obiezione di coscienza, sia per gli individui che per le istituzioni.

Se passasse, la misura potrebbe essere invocata per il servizio militare, le procedure mediche come l’aborto, il diritto di fare una festa durante i giorni festivi religiosi e il diritto di riposare nei giorni imposti da ogni religione.

La legge è una buona legge e sarà discussa e approvata tra luglio e settembre.

Inoltre, la registrazione delle istituzioni religiose non sarebbe più obbligatoria, anche se la registrazione fornirebbe dei benefici, comprese le esenzioni fiscali, a coloro che lo fanno. Secondo quelli che promuovono il disegno di legge, esso intende offrire una comprensione più profonda della libertà religiosa come un diritto umano.

L’iniziativa è stata promossa dal Segretariato di culto del paese, che ha convocato diverse confessioni religiose per ascoltare le opinioni. Il suo scopo originario era sostituire la legislazione sancita dal governo militare nel 1978.

Secondo il quotidiano argentino La Nación, Santiago de Estrada, l’uomo che guida l’Ufficio governativo, ha dichiarato che le istituzioni religiose hanno chiesto l’incorporazione di un diritto all’obiezione di coscienza.

Eppure il Vescovo Aguer ha parlato della legge proposta, dicendo che è “inutile” e che potrebbe avere un effetto negativo sulla Chiesa cattolica, quindi “sulla società argentina nel suo complesso”.

D’altro canto, Amnesty International e tutte le organizzazioni pro aborto argentine, sono contrarie per ben altre ragioni, con l’obiezione di coscienza e una più compiuta libertà religiosa, la loro promozione dell’aborto e della ideologia pro gender e LGBTI avrebbe un forte ‘stop’.

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