Se anche l’ateista Dawkins difende il cristianesimo

All’ateista combattente Richard Dawkins non è restato che difendere il cristianesimo in Europa e lo ha fatto con una serie di messaggi sui suoi social media dopo aver letto il recente articolo del The Guardian che riportava una sintesi dello studio pubblicato dalla Università St. Mary di Londra e dall’Istituto Cattolico di Parigi sulla ‘Fede e […]

All’ateista combattente Richard Dawkins non è restato che difendere il cristianesimo in Europa e lo ha fatto con una serie di messaggi sui suoi social media dopo aver letto il recente articolo del The Guardian che riportava una sintesi dello studio pubblicato dalla Università St. Mary di Londra e dall’Istituto Cattolico di Parigi sulla ‘Fede e […]

All’ateista combattente Richard Dawkins non è restato che difendere il cristianesimo in Europa e lo ha fatto con una serie di messaggi sui suoi social media dopo aver letto il recente articolo del The Guardian che riportava una sintesi dello studio pubblicato dalla Università St. Mary di Londra e dall’Istituto Cattolico di Parigi sulla ‘Fede e pratica religiosa dei giovani adulti europei’. Dawkins ha messo in guardia contro ogni celebrazione festante per la fine del cristianesimo, definendola una fede “relativamente benigna” rispetto ad altre.

“Prima di gioire degli spasimi della religione cristiana relativamente benigna, non dimentichiamo la minacciosa filastrocca di Hilaire Belloc: ‘Tieni sempre l’infermiera per paura di trovare qualcosa di peggio,'” L’autore di “God Delusion” ha twittato ai suoi 2,74 milioni di follower all’inizio di questa settimana. Di peggio, lo dice lo stesso Dawkins c’è la crescita irrefrenabile, non solo in Inghilterra dove il tasso di natalità nelle famiglie musulmane è doppio rispetto a quelle inglesi, della religione islamica. (https://www.christianpost.com/news/atheist-richard-dawkins-warns-against-celebrating-demise-of-relatively-benign-christianity-in-europe-221909/)

Soprattutto in Inghilterra i numeri che emergono dalla ricerca sono impressionanti, il 7% dei giovani inglesi si dichiara di religione anglicana e il 6% di religione islamica, i musulmani sono ormai vicini ad essere la maggioranza dei inglesi credenti. Sì perché la maggioranza reale dei giovani di molti paesi europei, si dice ‘non religioso’. Essi sono il 91% dei giovani cechi, il 70% degli inglesi, il 55% degli spagnoli, il 49% dei russi, per finire con il 17% dei polacchi e l’1% degli israeliani.

Spagna, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Francia, Belgio, Ungheria, Regno Unito, Olanda, Svezia, Estonia e Repubblica Ceca hanno la maggioranza di giovani senza religione, che non si sentono di appartenere a nessuna religione. Se osserviamo, tra coloro che si dicono di appartenere ad un religione, la frequenza alla preghiera ordinaria (al di fuori delle celebrazioni importanti), i numeri sono sconcertanti: solo i giovani di Polonia, Israele e Irlanda pregano mentre i giovani di tutte le altre nazioni non lo fanno.

Certo, le riflessioni su questa indagine potrebbero continuare o anche trovare una strumentalizzazione contro l’islam, le migrazioni, le mancate politiche famigliari. Il punto però ci sembra un altro: la fede cristiana tanto vituperata da secoli e rilanciata nella sfida europea grazie al Santo Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto, appare sempre più incapace di essere trasmessa dagli adulti ai giovani, da giovane a giovane. Non solo un problema di ‘privatizzazione della fede’ o della sua esclusione dalla vita publica, siamo alla decadenza della Europa cristiana. Il continuo rimandare la seria discussione sulla identità cristiana, su come promuoverla e difenderla in Europa, non ha solo promosso un meticciato ormai prossimo anch’esso alla fine, ma anche azzerato ogni ‘humus’ culturale e sociale religioso. Eliminata la domanda religiosa dell’uomo, attraverso lo sterminio degli ultimi due decenni, cosa rimarrà? Un nuovo soviet europeo e ateo o la annessione (di fatto) al nuovo impero ottomano.

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