Argentina, aborto libero alle porte

Il Ministero della Salute argentino stabilisce un protocollo che sancisce l’aborto come un diritto.

Il Ministero della Salute argentino stabilisce un protocollo che sancisce l’aborto come un diritto.

Argentina, nuova apertura verso l’aborto libero. Il Ministero della Salute ha aggiornato la guida per l`aborto punibile del 2010 e ha adottato un nuovo protocollo, il cosiddetto “Protocollo per l`attenzione globale delle persone con diritto all’aborto legale”, attraverso il quale si apre la porta all’aborto libero in Argentina e all’inserimento della pratica nei diritti umani.

Già nell’introduzione del protocollo, il ministero afferma l`importanza di garantire il diritto delle donne di accedere all’aborto senza nessun ostacolo, poiché si tratta in un diritto fondamentale. “L`esercizio di tale diritto è incorniciato nei diritti sessuali e riproduttivi come parte dei diritti umani”, si legge. Il protocollo di 72 pagine è stato firmato dal neo Ministro della Salute, Daniel Gollán, e dal Presidente argentino, Cristina Fernánzez de Kirchner.

Sembra che ci sia stato un cambiamento di mentalità all’interno del governo nei confronti dell`aborto. Lo scorso marzo, rispetto alla proposta del Ministro della Salute di convocare un dibattito sull’aborto e adottare una legge simile a quella del Uruguay, il Presidente aveva dichiarato che il dovere del governo era quello di aiutare le donne incinte, per cui l`aborto non era un`opzione. “Le donne incinte – affermava Kirchner – si devono prendere cura del bambino, ma vogliamo anche aiutarle, vogliamo aiutarle a studiare in modo che il bambino non sia una punizione, ma una benedizione. Inoltre alla difesa della famiglia c`è la difesa della vita”.

Tre mesi dopo, il governo ha deciso di aggiornare il protocollo che garantisce il diritto all’aborto che sarà distribuito e attuato in tutti i centri di salute del paese, a prescindere del loro orientamento. Tra alcune delle innovazioni introdotte spicca l`espansione del concetto di pericolo per la salute o la vita della madre. In questo caso “non è necessario constatare l`esistenza di una malattia” e non è necessario che “il rischio sia di una certa intensità”, basta che la donna affermi che la gravidanza colpisce la propria salute fisica o mentale.

Inoltre, l`esercizio dell`obiezione di coscienza libera è negato. Il medico obiettore deve aver precedentemente dichiarato alle autorità del centro dove lavora il rifiuto alla pratica dell`aborto, però “saranno obbligati a informare le donne sul loro diritto di accedere a un`interruzione della gravidanza” e a fornire un altro specialista disposto a eseguire l`aborto. “In assenza di qualcuno, è necessario eseguire l`interruzione, vale a dire che non può invocare la sua obiezione per eludere l`obbligo di partecipare a una procedura di aborto”, dichiara il protocollo.

Le ragazze di 14 anni o più, possono abortire senza il consenso dei genitori, poiché “possono consentirne da sole e rendere la dichiarazione giurata necessaria per la cessazione di una gravidanza come risultato di stupro, senza il consenso dei genitori o tutori legali”, ha aggiunto il protocollo.

L`associazione pro vita argentina Frente Jóven ha dichiarato che il potere esecutivo sta attuando “contro la Costituzione e il potere legislativo, contro i genitori che voglio proteggere le loro figlie dall`aborto, contro i diritti umani dei bambini non ancora nati, e contro le donne che non sono informate dal terribile danno causato dall`aborto”. “Inoltre va contro le disposizioni sia dell`attuale codice civile, come del Codice Civile e Commerciale che entrerà in vigore tra tre mesi”.

Auxi Rodríguez

 

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