Australia, in cerca di un eufemismo per definire l’eutanasia

Il gruppo consultivo di esperti incaricato dal Premier dello stato di Vittoria (Australia) Daniel Andrews di sviluppare un modo sicuro per ‘uccidere’ le persone e ‘aiutarle a suicidarsi’, ha pubblicato ieri il suo primo rapporto preliminare intermedio. Istituito nel dicembre dello scorso anno, il «gruppo di esperti» ha condotto audizioni e ha accettato presentazioni e […]

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Il gruppo consultivo di esperti incaricato dal Premier dello stato di Vittoria (Australia) Daniel Andrews di sviluppare un modo sicuro per ‘uccidere’ le persone e ‘aiutarle a suicidarsi’, ha pubblicato ieri il suo primo rapporto preliminare intermedio. Istituito nel dicembre dello scorso anno, il «gruppo di esperti» ha condotto audizioni e ha accettato presentazioni e […]

Il gruppo consultivo di esperti incaricato dal Premier dello stato di Vittoria (Australia) Daniel Andrews di sviluppare un modo sicuro per ‘uccidere’ le persone e ‘aiutarle a suicidarsi’, ha pubblicato ieri il suo primo rapporto preliminare intermedio.

Istituito nel dicembre dello scorso anno, il «gruppo di esperti» ha condotto audizioni e ha accettato presentazioni e contributi e relazioni esterne su come preparare una legge sicura.

Tuttavia la discussione introduttiva del gruppo di lavoro ha reso chiaro che il compito degli esperti non era di considerare le preoccupazioni etiche / morali. Tutta la chiesa cattolica australiana ha chiesto di fermare questa pericolosissima deriva.

Si dice infatti nella relazione intermedia che “lo scopo di questa consultazione è quello di garantire che il Parlamento possa discutere i meriti della morte assistita volontaria attraverso una legislazione ben informata e funzionante”.

Tale risultato può essere possibile sono partendo da una neutralità di  “valori”. Cioè ogni giudizio sulla dignità umana che richiami alla sacralità della vita, non è stato preso in considerazione…anche questo univoco punto di vista però ha in sé un valore o disvalore di giudizio chiaro: antireligioso ancor prima che anticristiano.

Il “merito” del lavoro sin qui svolto dal gruppo di esperti è stato confermato (ahimè) nei giorni scorsi dal ministro della Salute, Jill Hennessy che ha detto : “Abbiamo i migliori esperti medici e legali che lavorano in questo gruppo per assicurarsi che quando arriverà il momento di discutere la nuova legge, tutti i parlamentari vittoriani abbiano le informazioni e le garanzie necessarie per prendere una decisione informata su questa importante questione”.

I più grandi esperti neozelandesi ed australiani hanno invece preso le distanze e messo in guardi dalla approvazione di qualunque legge che consenta suicidio assistito, eutanasia e/o suicidio volontario.

Nota bene come il report del gruppo di esperti continua a riferirsi alla “morte assistita volontaria” piuttosto che al “suicidio assistito ed eutanasia”.

Come ha recentemente osservato il Cardinale Gerhard Müller:”L’uso di un eufemismo o di una terminologia oscura in questioni che coinvolgono la vita e la morte dovrebbe sempre avvisarci di uno sforzo per nascondere la verità.

Ad esempio, nel discorso pubblico canadese, l’agevolazione del suicidio o addirittura l’uccisione diretta viene chiamata “aiuto alla morte” – un’espressione fabbricata la cui sola funzione retorica è quella di nascondere la natura stessa dell’azione di decesso che descrive.” 

Nelle 64 pagine e in 29.143 parole, il rapporto utilizza la parola eutanasia solo una volta, il suicidio assistito viene menzionato tre volte. Ci sono però dei passaggi interessanti del report, ad esempio laddove si dice che : “alcune dichiarazioni confidenziali hanno suggerito che non dovrebbe essere chiamata “morte assistita volontaria” perché ciò oscurerebbe il ruolo dei medici nell’aiutare ciò che viene denominato suicidio”.

Perché la menzione di “denominato”? Si dice ancora nel report che ”un punto di vista alternativo è stato espresso da coloro che ritengono errato l’uso della parola suicidio legato alla morte volontaria assistita, perché nel secondo caso il paziente è malato”.

Un suicidio è un suicidio; nessuna quantità o qualità dello stato di salute ne cambia il significato. Ecco perché si usa l’eufemismo morte assistita volontaria al posto di suicidio, una doppiezza linguistica  confermata più avanti nel report, laddove si dice che “se una persona avrà accesso alla legge, allora sarà un “volontario assistito nel morire”.

Buddha è spesso citato per il suo detto: “Tre cose non possono essere nascoste a lungo: il sole, la luna e la verità”, egli non ha mai visitato lo Stato di Vittoria e si vedrà se aveva ragione.

La relazione finale sarà consegnata al Governo a fine Luglio.

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