In Bahrein si difende la libertà religiosa?

L’isola del Regno di Bahrein, collegata da un ponte all’Arabia Saudita, ha dichiarato “la libertà di scelta religiosa come “un “dono divino”. “Rifiutiamo inequivocabilmente l’obbligo di osservanza religiosa”, afferma la dichiarazione del Bahrein per la tolleranza religiosa, pubblicata il 13 settembre a Los Angeles con i leader musulmani, cristiani e ebrei presenti. “Ogni individuo ha […]

L’isola del Regno di Bahrein, collegata da un ponte all’Arabia Saudita, ha dichiarato “la libertà di scelta religiosa come “un “dono divino”. “Rifiutiamo inequivocabilmente l’obbligo di osservanza religiosa”, afferma la dichiarazione del Bahrein per la tolleranza religiosa, pubblicata il 13 settembre a Los Angeles con i leader musulmani, cristiani e ebrei presenti. “Ogni individuo ha […]

L’isola del Regno di Bahrein, collegata da un ponte all’Arabia Saudita, ha dichiarato “la libertà di scelta religiosa come “un “dono divino”.

“Rifiutiamo inequivocabilmente l’obbligo di osservanza religiosa”, afferma la dichiarazione del Bahrein per la tolleranza religiosa, pubblicata il 13 settembre a Los Angeles con i leader musulmani, cristiani e ebrei presenti.
“Ogni individuo ha la libertà di esercitare la propria religione, a condizione che non danneggi gli altri, rispetti le leggi del paese e accetti le responsabilità, spirituali e materiali, per le proprie scelte”.

Il principe Nasser bin Hamad al Khalifa del Bahrein ha firmato come inviato ufficiale del Re del nazione del Golfo.
Johnnie Moore, membro del consiglio di amministrazione dell’Associazione Nazionale degli Evangelici e il Rabbi Marvin Heir del Centro Simon Wiesenthal, hanno partecipato alla cerimonia insieme agli dell’Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Israele.

“Il re agisce decisamente, coraggiosamente e seriamente”, ha dichiarato Moore al Christian Today, notando anche la decisione del Bahrain di promuovere di un centro di tolleranza religiosa nella capitale Manama, nonché la sponsorizzazione di una cattedra per la coesistenza religiosa presso l’Università ‘La Sapienza di Roma’.

La libertà religiosa individuale è solo uno dei cinque punti affermati nella dichiarazione.

La predicazione dell’odio e della violenza nel nome di Dio è condannata come una desolazione del Suo nome.
Il bombardamento suicida, la schiavitù sessuale e l’abuso di donne e bambini sono specificamente negati.
“Ogni atto moralmente ripugnante dalla grande maggioranza dell’umanità che insulti la nostra coscienza morale collettiva non può essere parte della volontà rivelata di Dio”, afferma il terzo punto della dichiarazione.

“Faremo tutto nel nostro potere per assicurare che la fede religiosa sia una benedizione per tutta l’umanità e alla base della la pace nel mondo”, conclude il suo quinto punto.

La dichiarazione viene dopo mesi di dialogo sia negli Stati Uniti che nel Medio Oriente.
Lo sforzo si basa su dichiarazioni precedenti promosse dal mondo musulmano, come la dichiarazione di Marrakech (Marocco) nel gennaio 2016 e la dichiarazione di Giacarta (Indonesia) nel maggio dello stesso anno.

Ma questa dichiarazione è unica in quanto è firmata da un capo di stato e non solo da un gruppo di esperti o studiosi.
La Dichiarazione di Marrakesh si era incentrata sulla Carta di Medina di Muhammad come modello storico conforme alla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite. La Dichiarazione di Jakarta ha sottolineato la natura unica dell’Islam indonesiano come accoglienza della diversità religiosa.

Non si parla ancora del diritto alla conversione e dei diritti dei convertiti, tuttavia molti passi significativi sono presenti nella Dichiarazione del Bahrain, soprattutto c’è la determinazione di trasferire la dichiarazione in legge vincolante per tutti i cittadini del Regno.

La dichiarazione afferma che il Bahrain ha avuto armoniose comunità religiose che vivono fianco a fianco per centinaia di anni. È una nazione musulmana maggioranza Shiita dominata da una monarchia sunnita, che ospita anche un tempio indù da 200 anni ed ha in costruzione la più grande cattedrale cattolica nella penisola araba.

“L’ignoranza è il nemico della pace”, afferma il re Hamad bin Isa al Khalifa nella dichiarazione. “È dunque nostro dovere imparare, condividere e vivere insieme secondo i principi della fede e nello spirito del rispetto reciproco e dell’amore. La fede illumina il nostro cammino verso la pace “.

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