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Belgio, proposte di legge per estendere la legislazione delle cure palliative - Matchman News
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Belgio, proposte di legge per estendere la legislazione delle cure palliative

La Camera dei Rappresentanti belga sarà chiamata ad esprimersi su diverse proposte di legge che mirano ad estendere la legislazione delle cure palliative anche ai pazienti con demenza o malattie croniche

La Camera dei Rappresentanti belga sarà chiamata ad esprimersi su diverse proposte di legge che mirano ad estendere la legislazione delle cure palliative anche ai pazienti con demenza o malattie croniche

Estendere la legislazione…dell’eutanasia? No, almeno per questa volta. Dopo i progetti di legge che mirano ad eliminare le ormai poche restrizioni alla legislazione in materi di eutanasia, aperta anche a minori e a persone che soffrono di depressione, si torna a parlare anche di cure palliative. Diverse formazioni politiche come il Centro Democratico Umanista (CDH), i Cristiano-Democratici e Fiamminghi (CD&V) e i verdi di Ecolo-Groen, hanno presentato alcuni progetti di legge per rispondere positivamente alla proposta avanzata dal Rapporto di competenza federale elaborato dall’ Healthcare Centre (KCE) che invita ad “includere altre categorie di pazienti (ad esempio i pazienti con demenza o malattie croniche) nei criteri di accesso allo stato di paziente palliativo”. “Questo – si legge nel Rapporto – “ è in linea con l’Atlante mondiale delle cure palliative, che amplia la definizione di cure palliative non solo per chi soffre di malattie che coinvolgono o limitano l’aspettativa di vita, ma anche di molte malattie croniche”.

In sostanza, qualora tale invito venisse accolto e tradotto in legge, verrebbe garantito non solo l’accesso alle cure palliative a tali categorie di pazienti, ma queste avrebbero anche la possibilità di trarne beneficio prima del limite attualmente previsto, ovvero due mesi di aspettativa di vita.

A supporto di ciò e in tale prospettiva, su richiesta del Servizio sanitario federale, la Clinica Saint Luc dell’Università Cattolica di Lovanio ha condotto uno studio per elaborare uno strumento volto ad assegnare uno status specifico e differenziato, in relazione alla gravità dei bisogni, ai vari pazienti che richiedono cure palliative. Pertanto, a seconda delle esigenze delle diverse categorie di pazienti, sono stati proposti tre livelli di somministrazione delle cure: semplice, completo, massimo. In tal modo, è possibile calibrare anche le risorse finanziarie necessarie per ogni stato palliativo del paziente.

Il Ministro della salute pubblica, Maggie De Block si è detta pronta a prendere sul serio la questione ed ha invitato l’unità di valutazione delle cure palliative dell’autorità federale ad avviare una analisi capillare per individuare le esigenze particolari dei vari pazienti in base anche alla zona di residenza.

Tuttavia, come ha precisato il Ministro, le modifiche alla legislazione delle cure palliative dovrebbero “preferibilmente” entrare nel quadro di bilancio corrente, anche se molti medici, associazioni di pazienti bisognosi di cure palliative e esperti del settore hanno già denunciato l’attuale carenza di fondi per garantire un servizio di qualità nel contesto delle cure. Tradotto: è quasi impossibile far rientrare le nuove categorie di pazienti nei quadri di bilancio federale previsti per le cure palliative.

Dunque, l’estensione delle cure palliative passa attraverso il “braccio di ferro” per le risorse disponibili. Risorse che, guarda caso, non mancano mai quando si tratta di mettere in atto “adeguamenti” alla legislazione per l’estensione dell’eutanasia…

 

Carlo Mascio

 

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