Brasile, abolito l’aborto

Lo scorso 7 Novembre una Commissione Congressuale del Parlamento brasiliano, guidata dai cristiani evangelici ha deciso di abolire l’aborto in Brasile in tutte le situazioni, inclusi i casi di stupro e dove la vita della madre è in pericolo. La decisione è stata votata con 18 voti a favore e 1 contrario mercoledì 8 Novembre […]

Lo scorso 7 Novembre una Commissione Congressuale del Parlamento brasiliano, guidata dai cristiani evangelici ha deciso di abolire l’aborto in Brasile in tutte le situazioni, inclusi i casi di stupro e dove la vita della madre è in pericolo. La decisione è stata votata con 18 voti a favore e 1 contrario mercoledì 8 Novembre […]

Lo scorso 7 Novembre una Commissione Congressuale del Parlamento brasiliano, guidata dai cristiani evangelici ha deciso di abolire l’aborto in Brasile in tutte le situazioni, inclusi i casi di stupro e dove la vita della madre è in pericolo.

La decisione è stata votata con 18 voti a favore e 1 contrario mercoledì 8 Novembre dal Comitato Speciale che sta considerando un emendamento costituzionale per estendere il congedo di maternità per le madri di bambini prematuri.

L’unico voto contrario al divieto è stato fatto dall’unica donna presente durante la sessione, Erika Kokay del Partito dei Lavoratori, che ha discreditato il voto come ‘una manovra della maggioranza evangelica pro-vita’ del comitato. La verità e che moltissimi componenti del Comitato non sono evangelici, mentre è più realistico affermare che i parlamentari del Congresso rispecchiano la volontà popolare dei brasiliani contrari all’aborto.

L’aborto è illegale nel Brasile prevalentemente cristiano e cattolico, tranne quando la gravidanza è il risultato di una violenza o mette in pericolo la vita della madre. Nel 2012 la Corte Suprema ha autorizzato l’aborto sui feti con anencefalia.

La decisione di criminalizzare in tutti i casi l’aborto richiede una maggioranza qualificata di due terzi dei voti in entrambe le camere del Congresso, in quanto farà parte di un emendamento costituzionale.

Lo scontro è aperto e nelle prossime settimane potremo valutare se e quanto la cultura pro-vita è radicata in Brasile.

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