Brasile: dove gli evangelicals riempiono il vuoto degli scandali politici

Mentre lotta per costruire un sostegno per la sua presidenza, nuovo leader del Brasile, Michel Temer, è stato perseguitato da un problema interno tutt’altro che secondario: la sua appartenenza alla massoneria e, si dice, la sua adorazione per il ‘diavolo’. Lo riporta il Washington Post del 26 maggio scorso. Temer, 75 anni, un politico di […]

Mentre lotta per costruire un sostegno per la sua presidenza, nuovo leader del Brasile, Michel Temer, è stato perseguitato da un problema interno tutt’altro che secondario: la sua appartenenza alla massoneria e, si dice, la sua adorazione per il ‘diavolo’. Lo riporta il Washington Post del 26 maggio scorso. Temer, 75 anni, un politico di […]

Mentre lotta per costruire un sostegno per la sua presidenza, nuovo leader del Brasile, Michel Temer, è stato perseguitato da un problema interno tutt’altro che secondario: la sua appartenenza alla massoneria e, si dice, la sua adorazione per il ‘diavolo’. Lo riporta il Washington Post del 26 maggio scorso.

Temer, 75 anni, un politico di lunga data, è un cristiano di origine libanese maronita. Tuttavia le voci che lo rincorrono gli stanno provoncando molti danni di immagine e sulla tenuta stessa del Governo, tant’è che lo stesso Temer è ricorso ai pastori evangelici per chiedere il loro aiuto con un video personale alle comunità del paese.

“Ha fatto un bel video”, ha detto il Rev. Marco Feliciano, un membro del Congresso e leader pentecostale, che è apparso al suo fianco nella registrazione. “Ha chiesto alla chiesa di pregare per lui.”

Temer ha chiesto ad un vescovo evangelico che crede nel creazionismo di essere il suo alto consigliere per la scienza e poi ministro del commercio. Il nuovo ministro del lavoro è stato scelto tra glie stessi evangelici.

I movimenti evangelici stanno accrescendo la loro influenza all’interno delle istituzioni brasiliane.

I sondaggi dell’opinione pubblica brasiliana mostrano che verso Temer c’è un ampia diffidenza e meno del 10 per cento dei cittadini lo vogliono presidente.

Gli Evangelici stanno riempiendo il vuoto lasciato dalla politica e dagli scandali in Brasile negli ultimi anni.

Pur non essendo un movimento ‘monolitico’, gli evangelici “hanno più influenza politica che mai, e che stanno attraversando un momento in cui si sta affermando il loro potere”, ha detto Paulo Baía, scienziato della politica della Università Federale di Rio de Janeiro.

Il blocco evangelico è cresciuto in modo significativo nel parlamento dal 2010, quando aveva circa 70 posti nella camera bassa, che ne conta 513. Anche se hanno diverse opinioni sulle questioni economiche, il legislatori evangelici oggi sono un ‘blocco’ molto significativo e si sono opposti bocciando nello scorso 2013 il matrimonio omosessuale e la legalizzazione dell’aborto.

Con una popolazione di 205 milioni, il Brasile rimane il più grande nazione cattolica del mondo. Ma il 22 per cento dei brasiliani identificano come cristiani evangelici, rispetto al 5 per cento nel 1970. Molti pastori evangelici lavorano in zone rurali remote e nelle baraccopoli violente del Brasile, dove il governo è spesso assente. Questa missionarietà verso gli ultimi dà loro la possibilità di mobilitare i cittadini durante le elezioni politiche e parlamentari.

Rispetto ai leader cattolici del Brasile, i pastori evangelici sono più espliciti sulle loro indicazioni politiche, parlano chiaramente a favore dei loro candidati e fanno anche campagna attiva per loro”, ha detto Paulo Baia al Washington Post.

Molti leader evangelici brasiliani avevano inizialmente appoggiato il Partito dei lavoratori (partito di Lula e Rouseef) a causa della sua attenzione verso i poveri, con i loro voti hanno aiutato molto  Lula da Silva, a vincere la presidenza del 2006 e dell 2010. Ma questo patto è crollato durante il mandato di Rousseff a causa del sostegno del partito ad un disegno di legge per vietare l’omofobia e alla legge per la ‘pillola del giorno dopo’, nelle quali i leaders evangelici hanno intravisto la possibilità di legalizzare i matrimoni omosex, l’ideolobrgia gender e l’aborto.

Al di là si ‘samba’ e ‘capoeira’, i brasiliani cristiani sembrano sempre più conservatori in termini di valori non negoziabili e vogliono sempre più governo e parlamento che li rappresenti coerentemente.

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