Charities USA, l’agenda pro-aborto nascosta dietro una formula

I fondi governativi premono per promuovere la salute sessuale e riproduttiva. E le charities? Si adeguano. Anche quelle cattoliche.

I fondi governativi premono per promuovere la salute sessuale e riproduttiva. E le charities? Si adeguano. Anche quelle cattoliche.

Come le charities USA usano i fondi del governo? Se lo è chiesto Steve Mosher, presidente del Population Research Institute, in un articolo sul Washington Post dello scorso 22 giugno. Un tema scottante, che si dovrebbe persino ampliare: quanto le charities sono influenzate dai fondi? E quale è la loro agenda?

La risposta a quest’ultima domanda sembra quasi ovvia, e si trova in una formula che tanto successo ha avuto negli organismi internazionali in questi ultimi decenni: salute sessuale e riproduttiva. Dietro questa formula si maschera il diritto all’aborto, che viene ultimamente spacciato come diritto umano persino in vari rapporti (non vincolanti, certo, ma dal sicuro impatto) dell’Unione Europea.

L’editoriale di Mosher attacca gruppo come il CARE, la Population Services International e il Catholic Relief Service in America.

CARE nacque come una organizzazione di distribuzione del cibo promossa organizzazione cristiane all’alba della Seconda Guerra Mondiale. Dal cibo ai manuali di salute sessuale e riproduttiva, come spiega uno dei deplinat di CARE: “Il programma effettivo di Salute Sessuale e Riproduttiva è un componente vitale del lavoro di CARE per ridurre la povertà e l’ingiustizia sociale e deve essere impiegato per raggiungere riduzioni sostenibili della povertà.”

Un programma che viene portato avanti anche grazie ai sussidi del governo USA, che copre circa la metà del suo budget annuale di 266 milioni di euro.

Aiuti della stessa entità sono stati inviati al Population Services International (PSI), fondata da Phil Harvey, un imprenditore del porno, che da subito prese i fondi governativi. Afferma Mosher: “C’era un legame naturale tra il business porno di Phil Harvey e l’agenda bomba anti popolazione di USAID: molto sesso e nessun bambino. E ovviamente c’era anche il necessario kit per quando fallisce la contraccezione: i kit per l’aborto sicuro di PSI.”

Oggi, PSI ha un budget di 349 milioni di dollari (dati del 2011) e la maggior parte di questi soldi vengono da USAID, ma anche dalle agenzie governative europee che si focalizzano sul controllo delle nascite.

Infine, Catholic Relief Service, la Caritas USA, che cerca di preservare la sua identità ma prende fondi dal governo federale, per centinaia di milioni di dollari l’anno. Soldi che prende solo a prezzo di compromessi. Se chiedi fondi federali sostenendo che sei una charity cattolica, e vuoi preferibilmente assumere cattolici e servire cattolici e lavorare nella Chiesa Cattolica, i fondi non arrivano per discriminazione.

Così, da una parte c’è l’identità CRS, dall’altra i fondi USA che hanno portato il CRS anche a supervisionare la distribuzione di contraccettivi aborti facenti nel programma Santenet 2 che ha avuto luogo in Madagascar, o promuovere piani di controllo della popolazione in Kenya.

Andrea Gagliarducci

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com