Cile, no alla legge sull’aborto

La legalizzazione dell’aborto in Cile – che vieta oggi del tutto l’aborto e ha il tasso di mortalità materno più basso in America Latina – è stata fermata per un solo voto dal parlamento cileno nei giorni scorsi. La straordinaria vittoria pro-vita ha sorpreso gli osservatori, soprattutto le organizzazioni pro aborto e la stessa maggioranza […]

La legalizzazione dell’aborto in Cile – che vieta oggi del tutto l’aborto e ha il tasso di mortalità materno più basso in America Latina – è stata fermata per un solo voto dal parlamento cileno nei giorni scorsi. La straordinaria vittoria pro-vita ha sorpreso gli osservatori, soprattutto le organizzazioni pro aborto e la stessa maggioranza […]

La legalizzazione dell’aborto in Cile – che vieta oggi del tutto l’aborto e ha il tasso di mortalità materno più basso in America Latina – è stata fermata per un solo voto dal parlamento cileno nei giorni scorsi.

La straordinaria vittoria pro-vita ha sorpreso gli osservatori, soprattutto le organizzazioni pro aborto e la stessa maggioranza di governo socialista.

La vittoria si è svolta nella Camera dei deputati dopo che il Senato aveva approvato la proposta di modificare la legge cilena per consentire l’aborto per tre eccezioni: un rischio per la vita della madre, in caso di stupro o incesto o in caso di una diagnosi prenatale negativa. La legge avrebbe creato anche anche un bypass giudiziario per i minori e limitato i diritti di coscienza degli operatori sanitari.

I deputati avevano approvato la proposta un anno fa e gli attivisti di pro-aborto avevano fiducia nell’approvazione delle modifiche apportate dal Senato. Tuttavia, sia il governo del presidente Michele Bachelet e sia la sua coalizione di Nueva Mayoria (New Majority) di centro-sinistra, insieme alle ONG pro-aborto, non erano affatto sicure della approvazione.

La sconfitta è stata determinata dalla decisione del deputato Marcelo Chavez del partito democratico cristiano, membro della coalizione di governo. La sua decisione di astenersi dalla votazione, spiegando ai giornali locali che “non era stato in grado di prendere una decisione” sulla proposta. La sua astensione ha tolto allo schieramento pro-aborto quel 67° voto necessario per l’approvazione.

Tuttavia, si deve notare che un certo numero di legislatori appartenenti alla coalizione di Bachelet erano “in vacanza” al momento della votazione.

La proposta ora andrà ad un comitato bicamerale per essere riesaminato prima della reintroduzione, che può avvenire solo dopo un cambiamento della Corte Costituzionale del Cile prevista per fine agosto. La modifica dei componenti della Corte però dovrebbe portare ad una Corte più conservatrice.

Gli avvocati pro-vita avevano già comunque annunciato la propria intenzione di appellarsi contro qualsiasi modifica della legge del Cile sull’aborto alla Corte Costituzionale.

La Costituzione cilena protegge il figlio nascituro e afferma all’art. 19 che la Costituzione garantisce a tutte le persone il diritto alla vita e all’integrità fisica e psicologica dell’individuo e afferma: “La legge protegge la vita di coloro che sono nati”.

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