Cile: il Senato va verso l’aborto, ma la vita resiste

La maggioranza dei Senatori in Cile ha votato lo scorso 18 luglio a favore di una proposta che porrebbe fine al divieto totale degli aborti nel Paese. La misura permetterebbe l’aborto in caso di stupro, se la vita della madre fosse a rischio o se se il feto non sopravvivesse alla gravidanza e alla nascita. […]

La maggioranza dei Senatori in Cile ha votato lo scorso 18 luglio a favore di una proposta che porrebbe fine al divieto totale degli aborti nel Paese. La misura permetterebbe l’aborto in caso di stupro, se la vita della madre fosse a rischio o se se il feto non sopravvivesse alla gravidanza e alla nascita. […]

La maggioranza dei Senatori in Cile ha votato lo scorso 18 luglio a favore di una proposta che porrebbe fine al divieto totale degli aborti nel Paese.

La misura permetterebbe l’aborto in caso di stupro, se la vita della madre fosse a rischio o se se il feto non sopravvivesse alla gravidanza e alla nascita.

Attualmente, le donne cilene possono essere perseguite se hanno un aborto.
Il disegno di legge, che ha l’appoggio del Presidente Michelle Bachelet, dovrà ora tornare alla Camera dei deputati per l’approvazione definitiva. Il Presidente Bachelet ha visto un calo del 23% nei sondaggi di popolarità, dopo alcuni scandali e il malcontento diffuso verso il suo mandato.

La proposta è stato introdotta due anni e mezzo fa e ha affrontato la dura opposizione della Chiesa cattolica e gruppi socialmente conservatori.

Già nel gennaio scorso il Papa aveva ricevuto i vescovi cileni per ribadire la propria assoluta contrarietà a qualsiasi intervento a favore dell’aborto.

“Il Papa è stato molto chiaro: l’aborto inteso come volontà di eliminare un essere umano è sempre un omicidio, e non deve essere confuso con le pratiche mediche accettate per salvare una vita”.

A parlare così era stato il segretario della Conferenza episcopale cilena, mons. Fernando Ramos che – assieme al presidente del medesimo organismo, mons. Santiago Silva che aveva concesso una intervista al quotidiano cileno Mercurio.

I Senatori hanno votato separatamente per ciascuno dei tre casi previsti per legittimare l’aborto:
20 contro 14 per aborto nel caso rischio vita della madre;
18 contro 14 per aborto nel caso di morte del feto nella gravidanza
18 contro 16 per aborto nel caso di stupro della donna.

La votazione è proseguita sino a notte fonda, con diverse interruzioni e proteste dei sostenitori pro-life che volevano manifestare contro i senatori pro-aborto. I sostenitori del disegno di legge sperano che la Camera dei Deputati sarà ora in grado rapidamente di approvare la proposta di legge e cosi favorire la firma del Presidente Bachelet prima dellas cadenza del mandato.

Uno degli obiettivi della Presidenza della Bachelet e della sua coalizione di sinistra-centro era infatti quello di introdurre l’aborto. Questo sarà forse l’unico obiettivo, ahimè centrato dalla presidenza, tant’è che tutti i sondaggi danno vincente il candidato di centro destra alle prossime elezioni cilene.

Nuovo Presidente e nuovo Governo saranno in grado dal prossimo novembre di cambiare (eventualmente) questa nuova norma contraria alla vita umana?

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