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Cure palliative, conferenza al Parlamento europeo: “L’eutanasia è incompatibile con la dignità umana!” - Matchman News
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Cure palliative, conferenza al Parlamento europeo: “L’eutanasia è incompatibile con la dignità umana!”

Il Gruppo di lavoro sulla dignità umana al Parlamento europeo (WGHD) ha organizzato un incontro sul tema “Anziani e cure palliative”

Il Gruppo di lavoro sulla dignità umana al Parlamento europeo (WGHD) ha organizzato un incontro sul tema “Anziani e cure palliative”

“Eliminare una persona non è mai una soluzione”. Miroslav Mikolasik, eurodeputato del PPE e presidente del Working Group for Human Dignity presso il Parlamento europeo (WGHD), ha introdotto così il tema della conferenza “Anziani e cure palliative”, tenutasi il 13 aprile scorso presso la sede dell’Europarlamento a Strasburgo e organizzata proprio dal WGHD, un gruppo “trasversale” al quale hanno aderito alcuni eurodeputati, provenienti da formazioni politiche diverse, che condividono l’interesse per il rispetto integrale della dignità umana.

Oltre al Presidente del Gruppo di lavoro, sono intervenuti nel corso della conferenza anche Padre Patrick Verspieren SJ, relatore per la COMECE sulle Cure palliative in Europa, Laurence Wilkinson, Consulente legale di ADF International, e diversi eurodeputati membri del gruppo di lavoro, come gli italiani Luigi Morgano (S&D) e Daniela Aiuto (EFDD).

Obiettivo dichiarato dell’incontro: focalizzare l’attenzione sulle reali possibilità di accesso degli anziani malati terminali alle cure palliative nel contesto europeo, “senza la necessità di temere che la loro vita, nella sua fase più vulnerabile, sia minacciata da atti che accelerino la loro morte” come si legge nel comunicato diramato al termine della conferenza.

“I tempi sono maturi per far sì che nella legislazione di ciascuno Stato membro sia garantito il diritto di accedere alle cure palliative per ogni malato che ne abbia effettivamente bisogno” ha affermato padre Patrick Verspieren SJ, riferendosi alle attuali restrizioni legislative e economico-sanitarie che consentono un accesso con il “contagocce” alle cure palliative. Per questo, l’esperto della COMECE ha lanciato un monito a tutti i decisori politici: “Essi devono essere consapevoli delle carenze nel loro sistema sanitario e nella formazione degli operatori sanitari in questo campo, e dovrebbero avere una ferma volontà di fornire una soluzione. Questa mobilitazione delle autorità pubbliche dipende in parte dalla reazione dei cittadini europei che, attualmente e in troppi paesi, sono ancora poco informati e non sufficientemente consapevoli sulla questione in esame” ha concluso padre Verspieren.

Ma, a quanto pare, i governi dei paesi europei, piuttosto che affrontare il problema in sé e sensibilizzare i cittadini su tali temi, trattano con chi gli offre una “soluzione veloce”: “Nonostante le tendenze emergenti dai Paesi Bassi e in Belgio, e nonostante i progressi nelle cure palliative negli ultimi tempi, ci sono richieste consistenti per i governi di promulgare leggi per legalizzare l’eutanasia. Molti medici sono costretti a diventare arbitri della vita e della morte, piuttosto che concentrarsi sullo studio e la cura di malattie e fornire cure palliative” ha dichiarato Laurence Wilkinson di ADF International spiegando il caso di Tom Mortier, un docente universitario che ha scoperto come sua madre sia stata uccisa proprio con le procedure previste per l’eutanasia in Belgio. Per questo, ADF International, come ha affermato lo stesso Wilkinson,  ha presentato il caso alla Corte europea dei diritti dell’uomo e attualmente sta riesaminando il quadro giuridico previsto per l’eutanasia in Belgio e nei Paesi Bassi.

Ed è proprio sul piano giuridico e governativo che si concentrano le pressioni esercitate dalle lobby pro-eutanasia che ne richiedono la legalizzazione, oppure, laddove questa sia già stata legalizzata, l’estensione della sua legislazione a categorie sempre più numerose di popolazione, non necessariamente “malate” ma anche semplicemente “stanche di vivere”, come sta accadendo in Olanda dove si cerca di introdurre nel commercio la “Kill-pill” una pillola letale per gli over 70.

“In questo contesto si corre il rischio di creare due stereotipi: il buon dottore, che vuole preservare la durata della vita del paziente, e il cattivo medico che, invece, sembra volerla accorciare. Questa è una visione fuorviante, poiché si cerca di fare a meno di un ampio spettro di interventi utili per il paziente: la cura dei sintomi, la cura per la qualità della vita, una riflessione sulla speranza di vita, il rispetto della volontà del paziente, le cure palliative, tutti i possibili interventi per una morte dignitosa senza sofferenze evitabili” ha avvertito l’europarlamentare Luigi Morgano, ponendo l’accento sui rischi che lo sviluppo delle pratiche eutanasiche possono comportare nel campo del rispetto del paziente, dato che queste mettono fortemente in discussione uno dei principi cardine delle cure mediche, finalizzate a utilizzare tutte le vie possibili e reali per garantire la vita e non a prendere in considerazione la “via più semplice” o, peggio ancora, “quella meno costosa”.

“La strada per l’eutanasia è stata “pavimentata” con tante argomentazioni ideologiche, ma come può essere controllata ora?”. È da questa domanda posta da Alojz Peterle, eurodeputato del PPE, che è scaturito l’impegno finale del gruppo di lavoro nel continuare a lavorare per sviluppare una conoscenza approfondita negli Stati membri sui benefit delle cure palliative e, soprattutto, per lanciare un messaggio chiaro ai decisori politici europei: “L’eutanasia è incompatibile con la dignità umana!”.

L’Europa è avvertita…

 

Carlo Mascio

 

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