Diritto d’asilo Svezia: ok per i combattenti ISIS, ma no ai cristiani

Mentre la Svezia si occupa di un’invasione su larga scala di migranti musulmani e addirittura forniscono vantaggi per i combattenti ISIS, si permettono di rifiutare lo status di rifugiato ad una donna iraniana perché conversa cristiana. “La Svezia dice alla donna cristiana iraniana che se teme per la deportazione è un suo problema, problema che […]

Mentre la Svezia si occupa di un’invasione su larga scala di migranti musulmani e addirittura forniscono vantaggi per i combattenti ISIS, si permettono di rifiutare lo status di rifugiato ad una donna iraniana perché conversa cristiana. “La Svezia dice alla donna cristiana iraniana che se teme per la deportazione è un suo problema, problema che […]

Mentre la Svezia si occupa di un’invasione su larga scala di migranti musulmani e addirittura forniscono vantaggi per i combattenti ISIS, si permettono di rifiutare lo status di rifugiato ad una donna iraniana perché conversa cristiana.
“La Svezia dice alla donna cristiana iraniana che se teme per la deportazione è un suo problema, problema che nasce per la scelta di convertirsi al cristianesimo”, riporta Anugrah Kumar, sul Christian Post del 7 agosto 2017.

Un’attrice iraniana, che si è trasferita in Svezia dopo la sua conversione dall’Islam al cristianesimo seguendo una visione di Gesù in sogno, si trova ad affrontare la deportazione ed le è stato detto dalle autorità svedesi che “non è un nostro problema se hai deciso di diventare cristiana”. Il rifiuto dell’asilo in Svezia si tradurrà in stupro, tortura o morte una volta tornata in Iran.

“Mi hanno detto che è la tua vita personale e non è il nostro problema se hai deciso di diventare cristiana”, ha detto Aideen Strandsson al Christian Broadcasting Network nei giorni scorsi.

Strandsson era arrivata in Svezia nel 2014 per un visto di lavoro e in tale paese le è stato negato due volte l’asilo. “È veramente pericoloso per me tornare in Iran e non so perché l’immigrazione non lo creda. Sono veramente in pericolo se torno in Iran”.

Tuttavia, le autorità svedesi non sembrano preoccuparsi. “Il suo caso è stato sollevato e valutato dall’Agenzia per la Migrazione e successivamente dai tribunali svedesi, che hanno deciso di non poter riconoscere il diritto d’asilo”, ha dichiarato alla CBN il funzionario della migrazione svedese Ulrika Langels.

L’avvocato svedese Gabriel Donner ha sottolineato: “Le informazioni sulle schede migratorie (svedesi) relative alle prigioni iraniane ci dicono che la tortura e lo stupro sono comuni ed è una violazione del diritto internazionale sottoporre qualsiasi persona a tale trattamento. Alcuni di loro vengono uccisi, alcuni di loro riusciranno forse a nascondersi o fuggire ma certamente li si mette a rischio di vita”.

Nella sua testimonianza la Strandsson ha confessato di aver letto la Bibbia e “ho capito quello che Gesù ha detto di pace, di amore, di gentilezza e nel mio cuore sono diventata cristiana quando ero in Iran”.

La Svezia è stata altrimenti generosa nel garantire l’asilo ad altri.

L’anno scorso l’amministrazione della contea di Lund, nella Svezia meridionale, ha dichiarato di poter concedere patenti di guida finanziate a titolo statale e di borse di alloggio a quei combattenti dello stato islamico svedese che erano tornati nel paese dopo aver combattuto per il terrorismo in Iraq e in Siria. Senza nessun pentimento, sarebbe bastata la dichiarazione di volersi reinserire nella società.
Eppure per l’attrice conversa cristiana, non pare esserci spazio per la concessione del diritto d’asilo, mentre le autorità iraniane regolarmente attaccano e arrestano le chiese di casa, imprigionando i loro leader e torturandoli e il governo segue la legge Sharia, che chiede la pena di morte per gli apostati ……
https://www1.cbn.com/cbnnews/world/2017/august/iranian-christian-in-sweden-faces-deportation-but-continues-trusting-in-christ

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com