Eritrea, è campagna contro i cristiani

Il governo eritreo ha rafforzato la sua campagna contro i cristiani, arrestandone quasi 100 nel mese scorso. Gli arresti di cristiani sono frequenti in Eritrea, il più repressivo dell’Africa Orientale verso i cristiani, dopo che 10 anni orsono fu arrestato il Patriarca Abune. Da allora decine di Chiese sono state chiuse forzatamente e i cristiani […]

Il governo eritreo ha rafforzato la sua campagna contro i cristiani, arrestandone quasi 100 nel mese scorso. Gli arresti di cristiani sono frequenti in Eritrea, il più repressivo dell’Africa Orientale verso i cristiani, dopo che 10 anni orsono fu arrestato il Patriarca Abune. Da allora decine di Chiese sono state chiuse forzatamente e i cristiani […]

Il governo eritreo ha rafforzato la sua campagna contro i cristiani, arrestandone quasi 100 nel mese scorso.

Gli arresti di cristiani sono frequenti in Eritrea, il più repressivo dell’Africa Orientale verso i cristiani, dopo che 10 anni orsono fu arrestato il Patriarca Abune. Da allora decine di Chiese sono state chiuse forzatamente e i cristiani continuamente minacciati.

Patriarca (Abune) Antonios, che nel mese di luglio compirà 90 anni, è diabetico e la famiglia e gli amici temono che egli continui a non ricevere trattamenti adeguati.

Fu arrestato il 27 maggio 2007 e lo stesso giorno il governo ha imposto al suo posto il vescovo Dioskoros di Mendefera, violando la costituzione e l’autonomia della Chiesa. (Il patriarca ortodosso eritreo è tradizionalmente nominato dal papa ortodosso copto dell’Egitto per la vita).

Il rapporto del Patriarca Antonios con il governo si era deteriorato nel 2006 quando rifiutò di scomunicare 3.000 membri del movimento cristiano Medjane Alem e chiese al governo di liberare i cristiani imprigionati accusati di tradimento.

Nel gennaio 2007 il regime si era mosso per strappare al patriarca del suo titolo, confiscando i suoi vestiti, il suo scettro e altri oggetti sacramentali.

Tuttavia, egli sopo dieci anni è  ancora riconosciuto come patriarca canonico dalle Chiese eritree nella diaspora e dalle Chiese ortodosse orientali. Evangelici e pentecostali sono stati particolarmente a rischio poiché è stata approvata una legge del 2002 che vieta altre Chiese diverse dalle Chiese luterane ortodosse, cattoliche e evangeliche e anche l’islam sunnita. Tuttavia, come dimostra l’incarcerazione decennale del Patriarca, tutti i membri delle Chiese sono anche a rischio se criticano il regime.

In una recente conferenza a Londra, Elizabeth Chyrum di Human Rights Christian Concern ha detto che  : “Sessanta mila eritrei fuggono ogni anno il loro paese – più che da qualsiasi altro paese africano – eppure i media del mondo … continuano a chiamarli “migranti “, chiudendo gli occhi davanti agli imprigionamenti, le torture, le persecuzioni dei credenti, i lunghissimi servizi militari e la schiavitù nel paese”.

La nuova ondata di arresti è avvenuta all’inizio del mese di maggio, nei giorni precedenti alla Giornata dell’Indipendenza di Eritrea, il 24 maggio.

Una fonte ha detto a World Watch Monitor che 49 evangelici sono stati arrestati al di fuori della capitale, Asmara, domenica (21 maggio) in una celebrazione post-matrimonio chiamata Hamauti.

Mercoledì 17 maggio, i funzionari di sicurezza hanno arrestato più di 35 cristiani dalle loro case in AdiQuala, una città di mercato a 25 km dal confine etiope nella regione meridionale del paese.

Una fonte ha detto a World Watch Monitor che sono state effettuate ricerche simili in varie parti della Regione Centrale della Eritrea aggiungendo che : “Quelle che si sono identificati come pentecostali nella Regione Centrale non sono state arrestati ma il livello di paura tra i credenti è notevolmente aumentato”.

L’Eritrea è classificato come il decimo paese al mondo dove è più difficile per essere cristiano, secondo l’elenco di Open Doors (2017).

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