Famiglia, e se le priorità UE fossero altre?

Una nota del FAFCE, l’unica Ong dichiaratamente cattolica accreditata nel Parlamento di Strasburgo, spiega luci e ombre del nuovo mandato Europeo.

Una nota del FAFCE, l’unica Ong dichiaratamente cattolica accreditata nel Parlamento di Strasburgo, spiega luci e ombre del nuovo mandato Europeo.

A un anno dalla nuova legislatura del Parlamento Europeo, si sono moltiplicati gli atti politici che “tendono a imporre una visione conflittuale della vita, delle relazioni umane e delle relazioni tra uomini e donne.” È la denuncia della Ong FAFCE (Federazione delle Associazioni Familiari Cattoliche in Europa) in una nota diffusa il 16 luglio. Una nota che denuncia come, dopo i rapporti Tarabella, Panzera e Noichl, altri rapporti UE vanno in quella direzione.

Il FAFCE si riferisce al rapporto dell’onorevole Laura Ferrara sulla ‘Situazione dei diritti fondamentali dell’Unione Europea’ (2013-2014) adottato dal Comitato delle libertà civili, giustizia e affari interni (il cosiddetto LIBE) lo scorso 2 luglio.

“Ancora una volta – scrive l’ong cattolica – pretese ideologiche sono portate avanti per andare oltre le competenze dell’Unione Europea; fortunatamente, una maggioranza dei membri di questo comitato ha rifiutato un emendamento che supportava il diritto al suicidio assistito.”

Poi c’è un altro rapporto, quello che mira a rafforzare le donne attraverso l’educazione nell’Unione Europea, proposta dal parlamentare Liliana Rodrigues, è stata approvata lo scorso 16 giugno dal FEMM, ovvero dal Comitato sui Diritti delle Donne. Un rapporto che “riafferma diverse volte la promozione dell’ideologia del gender,” e che va oltre le competenze di questo comitato. Nella discussione sul rapporto, il “Parlamento ha rifiutato un paragrafo fondato su questa teoria durante il rapporto Panzeri,” ma – sottolinea il FAFCE – “per rimanere coerenti, dovrebbero guardare un approccio alternativo per questo report.”

L’ong ricorda ancora che le dichiarazioni del primo Vice Presidente Frans Timmermans sono passate del tutto inosservate. “Intervenendo all’ Equality Gala organizzato dalla ILGA Europe, un lobby che riceve molte consistenti sovvenzioni UE, il vice presidente Timmermans ha fatto diverse dichiarazione sul desiderio di imporre il riconoscimento delle unioni e dei matrimoni tra persone dello stesso sesso su quegli Stati membri che non gli hanno introdotti nelle loro legislazioni.”

Sono otto gli Stati membri che hanno costituzioni che definiscono il matrimonio come l’unione tra un uomo e una donna, e sono Bulgaria, Croazia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania e Slovacchia. “La Commissione – afferma il FAFCE –  non ha mandato di imporre su quelle nazioni cambiamenti ai loro costumi o alle loro rispettive costituzioni, con un argomento basato con forza su problemi riguardanti la definizione della famiglia, la cellula fondamentale di ogni società, fondata sul matrimonio tra uomo e donna.”

Poi, c’è il processo della selezione dell’Agenzia dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (FRA), dato che “i tre candidati presenti dalla commissione al Consiglio e al Parlamento hanno tutti lo stesso profilo ideologico, che mette in discussione e mina la trasparenza del processo di selezione e la necessaria imparzialità del FRA,” che invece “dovrebbe monitorare il rispetto della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea a livello EU e negli Stati membri.”

Esempi – conclude il FAFCE – che mostrano come “le priorità delle nostre istituzioni dell’Unione sono troppo spesso poste nell’ordine sbagliate,” perché “nell’attuale scenario europeo, in presenza di una crisi economica della quale tutti pagano i costi, mentre si affronta la minaccia di un inverno demografico che alcuni Stati membri hanno già vissuto con sofferenza, la famiglia appare come una fonte di luce.”

La famiglia – conclude il FAFCE – è “il primo centro di ogni relazione umana, una società in miniatura che diventa scuola di solidarietà e dove ciascuno impara la ricchezza di complementarietà tra un uomo e una donna. La famiglia deve così essere supportata, promossa e protetta.”

Andrea Gagliarducci

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