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Famiglia, un bene di tutti - Matchman News
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Famiglia, un bene di tutti

La famiglia e il matrimonio sono un bene pubblico, lo sono per tutti e sono di tutti. Le argomentazioni sulla prevenienza della famiglia rispetto allo Stato sono note, altresì ben conosciute le discussioni che il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana condivisero nel difendere il testo costituzionale sulla centralità del matrimonio e della famiglia. E’ […]

La famiglia e il matrimonio sono un bene pubblico, lo sono per tutti e sono di tutti. Le argomentazioni sulla prevenienza della famiglia rispetto allo Stato sono note, altresì ben conosciute le discussioni che il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana condivisero nel difendere il testo costituzionale sulla centralità del matrimonio e della famiglia. E’ […]

La famiglia e il matrimonio sono un bene pubblico, lo sono per tutti e sono di tutti. Le argomentazioni sulla prevenienza della famiglia rispetto allo Stato sono note, altresì ben conosciute le discussioni che il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana condivisero nel difendere il testo costituzionale sulla centralità del matrimonio e della famiglia.

E’ altrettanto noto, sino far apparire quasi banale ripeterlo oggi, che nessuna istituzione europea può promuovere, né chiedere ai paesi di introdurre nel proprio ordinamento previsioni normative sulle unioni dello stesso sesso, tantomeno sulle adozioni (dirette o indirette) di bambini da parte di coppie LGBTI.

Noto con una certa ilarità che vanno emergendo, nel dibattito di queste ore e degli ultimi giorni sulla proposta dell’On.Cirinnà, moltissime dichiarazioni di cattolicità da parte di esponenti di partiti e movimenti favorevoli alla legislazione sui ‘matrimoni LGBTI’ e sulle adozioni .

Recentemente uno dei leader storici del movimento LGBTI italiano, Mancuso, con notevole senso dell’umorismo e marcata indole minacciosa, mette in guardia la Cei dal sostenere o approvare proteste contro la proposta ‘Cirinnà’, paventando conseguenze sull’8 per mille.

Fare di tutta l’erba un fascio non è mai stato un atteggiamento ragionevole, né mai ha portato giustizia.

Si vuole rivedere l’Istituto dell’8 per mille? Lo si faccia apertamente e con chiarezza, portando dati e ragioni del perché la più grande espressione della società italiana e la più grande parte del popolo italiano venga penalizzata, nonostante svolga un ruolo sociale di welfare senza paragoni in qualunque altro paese civile del mondo contemporaneo.

Si vuole accampare la scusa europea? Si portino ragioni e decisioni vincolanti che giustifichino l’impossibile obbligo a cui si sarebbe sottoposti. All’Europa invece, in preciso rispetto dei principi e valori fondanti, un gruppo di associazioni e cittadini chiede esattamente il contrario: rispetto del principio di sussidiarietà in materie come la famiglia e di adottare la definizione di matrimonio e famiglia comune a tutti i Paesi (uomo, donna, bambini) per le regolamentazioni e le direttive di ‘settore’. Perciò è nata ed è stata riconosciuta fondata legalmente la iniziativa MomDad&Kids .

Il Comitato Difendiamo i nostri figli , che in Italia ha già organizzato la manifestazione del 20 giugno scorso, vuole invece e fortemente difendere l’evidenza e il buon senso. Evidenza della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna e aperto alla vita, buon senso del riconoscere che ogni bambino ha diritto di avere e crescere con una mamma e un papà.

Entrambi questi dati, che taluni possono ritenere frutto di convinzioni retrograde e oscurantiste, sono bensì suffragati da una enorme messe di studi scientifici e sociologici provenienti da moltissimi paesi del mondo.

I nostri padri costituenti, i leader e i semplici rappresentanti del popolo di 60 anni fa, misero al sicuro proprio quell’evidenza del matrimonio, della famiglia e dei diritti dei bambini ed evitarono saggiamente di farli divenire contesa politica e diatriba elettorale. A loro non servirono dati e ricerche scientifiche, bastava guardare e rispettare la realtà di sempre.

Ogni ed eventuale ulteriore manifestazione pubblica di dissenso, a partire dalla possibile nuova manifestazione di piazza per la difesa dei diritti dei bambini e la promozione del matrimonio e della famiglia, non può e non potrà essere una espressione dei cattolici, ma implica la riaffermazione del matrimonio e della famiglia come beni pubblici di tutti e per tutti.

Sotto questo aspetto, i molteplici dati dell’Istat sulle reti di sussidiarietà e solidarietà famigliare e intergenerazionale, su quanto la stabilità famigliare produca benessere per l’intera società, dimostrano nei fatti più di milioni di parole, considerazioni, interviste e prolusioni.

Nulla di progressista nel prendere atto della ‘distruzione psicologica’ che emerge dai dati del Governo americano condotti sui giovani e sui loro problemi psicologici, né niente di buono nel sapere che la rottura famigliare costa milioni di sterline ogni anno al Governo inglese.

Le prossime ore della discussione e dei voti parlamentari discrimineranno chiaramente le posizioni di ciascuno e di ogni forza politica. Dopo la grande manifestazione annunciata per la fine di gennaio , ci sarà un altro grande appuntamento comunitario, volenti o nolenti, un Referendum dovrà essere proposto e come già avvenuto in moltissimi Paesi dell’Europa, tranne il solitario caso Irlandese, ogni volta che il popolo ha votato su questi valori comuni, esso ha ribadito quel buon senso e quella evidenza che sola dimostra quanto la famiglia sia il primo bene pubblico e i bambini debbano crescere con mamma e papà.

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