Femministe e gay, no alle modifiche del Rapporto del dipartimento USA sui diritti umani

Femministe e gay sono in armi per le modifiche riportate al rapporto annuale del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti sui diritti umani, riferisce C-Fam. Il rapporto annuale guarda a tutto il mondo e riporta come i paesi i propri impegni verso i diritti umani, un concetto a volte sfuggente. Alcuni dicono che l’aborto è […]

Femministe e gay sono in armi per le modifiche riportate al rapporto annuale del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti sui diritti umani, riferisce C-Fam. Il rapporto annuale guarda a tutto il mondo e riporta come i paesi i propri impegni verso i diritti umani, un concetto a volte sfuggente. Alcuni dicono che l’aborto è […]

Femministe e gay sono in armi per le modifiche riportate al rapporto annuale del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti sui diritti umani, riferisce C-Fam.

Il rapporto annuale guarda a tutto il mondo e riporta come i paesi i propri impegni verso i diritti umani, un concetto a volte sfuggente. Alcuni dicono che l’aborto è un diritto umano, per esempio. Altri dicono che “l’orientamento sessuale e l’identità di genere” sono una categoria protetta nel diritto internazionale.

Le categorie dei diritti umani ampiamente condivise comprendono la libertà di religione, l’assemblea, l’autodeterminazione politica e molti altri. Negli ultimi decenni, sono stati fatti sforzi per espandere esponenzialmente i diritti umani includendo categorie più controverse come l’aborto e la contraccezione.

Alcuni impiegati del Dipartimento di Stato americano hanno anonimamente suggerito alla rivista Politico, vicina ai Democratici, presunti diritti umani dell’aborto e della sessualità sono sotto attacco nella Relazione annuale in preparazione al Dipartimento di Stato.

La principale loro preoccupazione è un passaggio del rapporto che fa riferimento all’accesso delle donne alla contraccezione e all’aborto: “Questo invia un chiaro segnale che i diritti riproduttivi delle donne non sono una priorità per questa amministrazione e che non è nemmeno una violazione a cui dobbiamo o dovremmo riferirci”.

Allo stesso modo, il termine “diritti riproduttivi” non compare in nessun trattato sui diritti umani delle Nazioni Unite e quando è stato definito nei documenti delle Nazioni Unite nel 1994 e nel 1995, non includeva il diritto all’aborto. “Orientamento sessuale e identità di genere” non compare in nessun documento vincolante, è stato ripetutamente respinto dalle Nazioni Unite come categoria di non discriminazione. Appare solo poche volte nei documenti non vincolanti e solo nel contesto di alcuni reports. In una parola, la linea ‘Trump’ verso l’Onu si confermerà anche nel Report del Dipartimento di Stato sui diritti umani di quest’anno.

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