Il Film della Settimana: “Il 7 e l’8”

Regia di Giambattista Avellino, Salvatore Ficarra, Valentino Picone; sceneggiatura di Giambattista Avellino, Francesco Bruni, Salvatore Ficarra e Valentino Picone; con Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Eleonora Abbagnato, Arnoldo Foà, Remo Girone, Tony Sperandeo, Barbara Tabita, Andrea Tidona; prodotto da ITC Movie; 93’, Italia 2006. Inseguito dalla polizia, il buffo ladruncolo Tommaso si scontra con Daniele, in […]

Regia di Giambattista Avellino, Salvatore Ficarra, Valentino Picone; sceneggiatura di Giambattista Avellino, Francesco Bruni, Salvatore Ficarra e Valentino Picone; con Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Eleonora Abbagnato, Arnoldo Foà, Remo Girone, Tony Sperandeo, Barbara Tabita, Andrea Tidona; prodotto da ITC Movie; 93’, Italia 2006. Inseguito dalla polizia, il buffo ladruncolo Tommaso si scontra con Daniele, in […]

Regia di Giambattista Avellino, Salvatore Ficarra, Valentino Picone; sceneggiatura di Giambattista Avellino, Francesco Bruni, Salvatore Ficarra e Valentino Picone; con Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Eleonora Abbagnato, Arnoldo Foà, Remo Girone, Tony Sperandeo, Barbara Tabita, Andrea Tidona; prodotto da ITC Movie; 93’, Italia 2006.

Inseguito dalla polizia, il buffo ladruncolo Tommaso si scontra con Daniele, in ritardo all’appuntamento col professore per una tesi che non arriva mai… e le loro vite non saranno più le stesse, poiché scoprono di essere stati scambiati alla nascita e aver vissuto l’uno la vita dell’altro. Dopo trent’anni riaffiora la verità anche sui segreti delle rispettive famiglie.
I comici palermitani Ficarra e Picone – uno frizzante e scapigliato, mite e candido l’altro – sono protagonisti e co-registi di una simpatica commedia di equivoci, scambi in culla e agnizioni, segreti familiari e affetti ritrovati.

Tutto ha inizio in una notte buia e tempestosa, il 6 gennaio 1975: per prendersi un’amara rivincita sul destino, l’infermiere di turno inverte i neonati delle culle 7 e 8, scombinando così le carte del loro futuro. Trentun’anni dopo, però, presso le Alte Sfere si decide di rimettere ordine e – con una vertiginosa soggettiva, dall’universo pieno di stelle e pianeti – lo sguardo che vede e provvede giunge sugli ignari bambini ormai adulti. I due si scontrano e non potrebbero essere più diversi: Tommaso (Ficarra) è un furfantello taroccatore di cd, col vezzo di rubare cartelli stradali (cosa che provoca non poca confusione nei poveri automobilisti dei vicoli di Palermo!); vive con la mamma e la sorella, di cui è gelosissimo custode, e nutre grande venerazione per un padre morto anni prima in circostanze poco chiare.

Daniele (Picone) invece è un pettinato studente di Giurisprudenza fuori corso da tempo, timido e fin troppo sottomesso al padre, un severissimo colonnello dei carabinieri, e alla rigida fidanzata che gli rimprovera di continuo la sua immaturità.

Lo scambio accidentale di un cd pirata di Gigi D’Alessio con quello contenente la tesi dà il via a una serie di incontri conditi di gustosi battibecchi tra i due (Tommaso vede come il fumo negli occhi Daniele che continua a cercarlo, anche perché colpito dalla sua bionda sorella; Daniele viene coinvolto nei giri poco raccomandabili del coetaneo, con dispetto del padre in divisa), che li porta a l’incredibile scoperta: sono stati scambiati nelle culle. I ragazzi, trovato il responsabile, devono affrontare lo spinoso problema di informarne le famiglie, che a loro volta hanno qualcosa da rivelare…

Il duo Ficarra&Picone, che alcuni critici paragonano ai conterranei Franco e Ciccio, superò (dopo il debole esordio Nati stanchi) la prova di salto da televisione a cinema senza inciampare nel rischio di spalmare scenette da cabaret su 90 minuti di pellicola. La loro comicità scaturisce dal forte contrasto delle maschere espressive e dalle reazioni agli eventi di due caratteri opposti eppure affiatati, e si inserisce con naturalezza in una storia certamente leggera e simpaticamente prevedibile, ma dotata di struttura, colpi di scena, ritmo scorrevole, protagonisti accattivanti e comprimari di livello che evitano l’effetto macchietta (Andrea Tidona, Arnoldo Foà, Remo Girone).

Cosa non da poco, si misurano con una comicità pulita senza volgarità-acchiappa-risate-a-ogni-costo, alternata a momenti anche profondi e commoventi. “Il caso è l’impronta digitale di Dio”, questo si sente dire un padre che si vergogna del passato di galeotto e ha trovato la pace in un convento sperduto, ma si chiede cosa Dio voglia da lui se suo figlio è venuto a cercarlo…
In filigrana, lieve ma visibile a ben guardare, dietro l’apparente casualità e assurdità di quello che succede, c’è un disegno più grande che sorprende, dipanando all’improvviso il groviglio in cui siamo immersi quotidianamente. Ci sorprende piacevolmente anche questo film, non certo perfetto ma al di sopra della media nella sua categoria.

Elementi problematici per la visione: nessuno.

Chiara Ferla Lodigiani

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