India, ogni anno 15 Milioni aborti. Tragedia senza fine.

Uno studio pubblicato di recente stima che l’aborto in India è venti volte superiore rispetto alle stime precedenti: nel 2015 sono stati 15,6 milioni i bambini abortiti. Incredibilmente, la notizia ha portato i sostenitori dell’aborto a chiedere a Nuova Delhi di liberalizzare ulteriormente la legge sull’aborto in India, oltre il limite di 20 settimane di […]

Uno studio pubblicato di recente stima che l’aborto in India è venti volte superiore rispetto alle stime precedenti: nel 2015 sono stati 15,6 milioni i bambini abortiti. Incredibilmente, la notizia ha portato i sostenitori dell’aborto a chiedere a Nuova Delhi di liberalizzare ulteriormente la legge sull’aborto in India, oltre il limite di 20 settimane di […]

Uno studio pubblicato di recente stima che l’aborto in India è venti volte superiore rispetto alle stime precedenti: nel 2015 sono stati 15,6 milioni i bambini abortiti. Incredibilmente, la notizia ha portato i sostenitori dell’aborto a chiedere a Nuova Delhi di liberalizzare ulteriormente la legge sull’aborto in India, oltre il limite di 20 settimane di gestazione, anche se la legge indiana è già tra le più liberali del suo genere in Asia.

Lo studio, pubblicato dall’Istituto Guttmacher (pro-aborto) e dal The Lancet, ha riferito che, nonostante la legge, la maggior parte di questi aborti avvengono al di fuori delle strutture legalmente approvate e sono praticate con farmaci senza prescrizione medica. Tuttavia, in un commento pubblicato insieme allo studio su ‘The Lancet’, si è ribadito che non tutti gli aborti illegali sono necessariamente considerati dall’OMS come non sicuri.

L’Indian Medical Termination of Pregnancy Act (MTPA), adottata nel 1971, consente l’aborto su richiesta prima delle dodici settimane di gravidanza, mentre gli aborti tra le dodici e le venti settimane richiedono l’approvazione di due medici. Oltre venti settimane, l’aborto è permesso solo per salvare la vita della madre.

La cifra annua di 15,6 milioni di aborti in India è sbalorditiva, anche tenendo conto delle grandi dimensioni della popolazione indiana. Il rapporto sottolinea che il tasso di gravidanza non intenzionale dell’India è paragonabile a quello del Nepal e del Bangladesh e inferiore a quello del Pakistan. Dice che circa la metà delle gravidanze in India sono non intenzionali, una cifra simile a quella negli Stati Uniti.

Il rapporto si conclude con raccomandazioni coerenti con il più ampio sostegno dell’istituto Guttmacher, inclusa l’espansione dei fornitori di aborto legale da parte di infermiere e ostetriche per l’esecuzione di aborti. Gli autori affiliati all’OMS del commento di accompagnamento richiedono ulteriori strategie per ridurre lo stigma dell’aborto e “semplificare i requisiti di formazione”.

L’India soffre gravemente dello sbilanciamento di gender e di politiche di aborti selettivi in base al sesso, molti più uomini che donne in India sono un gravissimo problema, di cui aveva peraltro già scritto il New York Times nel 2013.

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