Irlanda: Aborto, lo Sinn Fein appoggia l’aborto libero

Il Sinn Féin nel proprio congresso dello scorso 18 Novembre, ha deciso a stragrande maggioranza di sostenere la completa liberalizzazione dell’aborto nel Paese. Non solo un maggioranza schiacciante ha votato in questa direzione, ma la stessa maggioranza ha respinto ogni richiesta di lasciare libertà di coscienza hai propri iscritti ed elettori su questa materia. Ciò […]

Il Sinn Féin nel proprio congresso dello scorso 18 Novembre, ha deciso a stragrande maggioranza di sostenere la completa liberalizzazione dell’aborto nel Paese. Non solo un maggioranza schiacciante ha votato in questa direzione, ma la stessa maggioranza ha respinto ogni richiesta di lasciare libertà di coscienza hai propri iscritti ed elettori su questa materia. Ciò […]

Il Sinn Féin nel proprio congresso dello scorso 18 Novembre, ha deciso a stragrande maggioranza di sostenere la completa liberalizzazione dell’aborto nel Paese.

Non solo un maggioranza schiacciante ha votato in questa direzione, ma la stessa maggioranza ha respinto ogni richiesta di lasciare libertà di coscienza hai propri iscritti ed elettori su questa materia.
Ciò significa che i membri del partito sono ora tutti obbligati a sostenere l’atteggiamento esplicitamente pro-aborto del partito Sinn Féin senza esclusione, rinunciando alla propria coscienza. Almeno in teoria, tuttavia la scelta di vietare la libertà di coscienza è molto grave.

La richiesta di estendere la politica di aborto del partito è stata sostenuta dal leader di Sinn Féin, Michelle O’Neill, che la scorsa settimana ha dichiarato a The Irish News che “è solo una riformulazione della nostra attuale politica con funzionalità aggiuntive”.

Il direttore della associazione “Vita Preziosa” (PreciousLife) Bernadette Smyth ha dichiarato: “La gente di questo paese ha bisogno di ricordare che non esistono aborti “ristretti” o “limitati”. Non c’è mai stato e non ci sarà mai un aborto ‘parziale’. Non una sola nazione che ha legalizzato l’aborto è stata in grado di limitare l’aborto esclusivamente a questi “casi certi e limitati” di cui parla Michelle O’Neill.”

Forse i cosiddetti leader, come Michelle O’Neill, dovrebbero guardare alla Gran Bretagna, una nazione che ha introdotto l’aborto inizialmente con motivazioni estremamente limitate attraverso l’atto di aborto del 1967. Cinquanta anni dopo il decesso, 8,8 milioni di bambini non nati sono stati persi a causa dell’aborto.

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