La lobby LGBT ILGA-Europa, i piani segreti del per sabotare l’iniziativa “Mum, Dad & Kids”

Sembra che la potente lobby LGBT ILGA-Europa stia preparando un piano segreto per sabotare l’iniziativa dei cittadini europei (ECI l’acronimo inglese) “Mum, Dad & Kids”, di cui Matchman ha dato notizia più volte, da ultimo in quanto vi è coinvolto anche il Family Day. Infatti, nella circolare di febbraio (rivolta ai gruppi di pressione affiliati […]

Sembra che la potente lobby LGBT ILGA-Europa stia preparando un piano segreto per sabotare l’iniziativa dei cittadini europei (ECI l’acronimo inglese) “Mum, Dad & Kids”, di cui Matchman ha dato notizia più volte, da ultimo in quanto vi è coinvolto anche il Family Day. Infatti, nella circolare di febbraio (rivolta ai gruppi di pressione affiliati […]

Sembra che la potente lobby LGBT ILGA-Europa stia preparando un piano segreto per sabotare l’iniziativa dei cittadini europei (ECI l’acronimo inglese) “Mum, Dad & Kids”, di cui Matchman ha dato notizia più volte, da ultimo in quanto vi è coinvolto anche il Family Day. Infatti, nella circolare di febbraio (rivolta ai gruppi di pressione affiliati un po’ in tutt’Europa e pubblicata sul sito di una ONG Irlandese) l’advocacy director Katrin Hugendubel ha scritto che, con “la decisione della Commissione Europea di concedere a questa ECI [l’iniziativa Mud, Dad & Kids] l’ammissibilità alla registrazione, è giunta una grossa sorpresa e una delusione”.

Prosegue, “fino ad ora, non abbiamo risposto pubblicamente […] ma abbiamo capito che è proprio l’ora di mettervi al corrente riguardo quanto stiamo per fare in relazione a questa iniziativa, benché – di proposito – non pubblicamente, per ora ().

Ovviamente, non sorprende l’ira dell’ILGA all’idea che dei cittadini ordinari, che la “gente comune” possa avere l’ardire di opporsi (tramite l’ECI o con qualsiasi altro mezzo) alla ridefinizione del matrimonio e della famiglia che organi legislativi e magistrature portano avanti noncuranti dei primi fondamenti democratici.

Di fatto, è una palese manipolazione del matrimonio, perpetrata o tramite con l’abuso di potere da parte degli organi di giustizia o a colpi di mano condotti a suon di votazioni parlamentari da cui la popolazione è rigorosamente esclusa.

Perciò, la lobby omosex ha tutte le ragioni di farsi livida d’ira e sgomenta – al contempo – alla sola idea di dover affrontare il pubblico dibattito – perché lo sa, non ne uscirebbe che sconfitta.

Ecco, dunque la strategia cui pensa la Hugendubel, un piano cadenzato in quattro fasi: evitare che la ECI possa realizzarsi, raccogliere informazioni e argomenti contro l’ECI; coinvolgere le reti di NGO (soprattutto se impegnate nella difesa dell’infanzia), ottenere il supporto dei parlamentari europei e dei governi per contrastare l’iniziativa; infine, quarto, – ma solo dopo un certo tempo, va sottolineato – una vera e propria campagna pubblica di contrasto. Vediamone i dettagli.

Primo, evitare che la ECI possa venire ad esistenza. A questo scopo, ILGA ha consegnato alla Commissione EU una lettera di lamentele, in cui bolla le misure richieste dall’ECI come “contrarie alle condizioni stabilite dall’art. 4(2)(c) del Regolamento 211/2011” e persino ‘presentate in modo manifestamente ingiurioso, [di] contenuto futile o vessatorio’ ”.

Al contempo, ILGA ha fatto “avanzare” uno dei suoi giannizzeri, l’italiana omo-lobby Associazione Radicale Certi Diritti- che, lo si dica per inciso, promuove tra le altre mete dell’umano progresso la regolamentazione della prostituzione, la “salvaguardia dei principi di libertà e autodeterminazione di chi sceglie di prostituirsi” . Certi Diritti (composta da un certo numero di avvocati) pare abbia promosso un’azione legale presso la Corte Europea.

Secondo, organizzare e sostenere un ampio dissenso. Sotto questo profilo, occorre leggere tra le righe di quanto scrive la Hugendubel, “nel frattempo doveste avere informazioni – ad esempio sulle persone che sono dietro a questa iniziativa (i noti “amici”), per favore inviatemele senza esitare”. Tradotto, ‘scoviamo chi sono e cosa fanno’. Evidentemente non per complimentarsi.

Dall’altro lato, è in corso la preparazione di una dichiarazione da diffondere tra le associazioni, per non parlare della predisposizione di materiali d’appoggio per (non meglio specificati) “alleati” a livello UE.

Terzo, mettersi in comunicazione con parlamentari e stati membri contrari all’iniziativa e con altre reti di organizzazioni, specie tra quelle che operano per la difesa dei diritti dei bambini, cosa quanto meno indelicata, se si pensa alle politiche promosse dalla ILGA – nulla di nuovo, adozione omosex, maternità surrogata, fecondazione in vitro e via di seguito. Tutte cose che rispetto alla “difesa dei bambini” stanno agli antipodi.

Ebbene solo dopo tutte queste fasi, si potrebbe avere luogo una quarta operazione “allo scoperto”. Il pubblico, si sa, soprattutto se non la pensa arcobaleno, è meglio lasciarlo all’oscuro. “Stiamo mantenendo il nostro lavoro ad un basso profilo”, chiaramente “per non attrarre, in questo momento, eccessiva attenzione sull’ECI”. E prosegue, “in questa fase, vorrei chiedere a tutti voi di allertarci quando l’ECI inizia a comparire nei vostri paesi”.

Questo gruppo, sedicente esponente della civil society, rivela tutta la sua intolleranza per legittime iniziative che vengono dal basso, dalla “gente comune”. Strana amnesia, visto che l’80% dei suoi fondi arrivano dalla Commissione Europea, detto altrimenti dalle tasche dei contribuenti, dalla “gente comune” (senza dimenticare altri importanti finanziatori come l’Open Society e il Governo olandese..).

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