L’NBA strizza l’occhio alla lobby gay. In forse All Star Game in North Carolina

La longa manus della lobby lgbt sembra tenere sotto scacco anche la lega di basket più famosa del mondo, l’NBA statunitense . Lo svolgimento dell’All-Star Game 2017 nella città di Charlotte è stato infatti messo in forse per via di una legge promulgata dallo Stato della North Carolina ed entrata in vigore nei giorni scorsi che […]

La longa manus della lobby lgbt sembra tenere sotto scacco anche la lega di basket più famosa del mondo, l’NBA statunitense . Lo svolgimento dell’All-Star Game 2017 nella città di Charlotte è stato infatti messo in forse per via di una legge promulgata dallo Stato della North Carolina ed entrata in vigore nei giorni scorsi che […]

La longa manus della lobby lgbt sembra tenere sotto scacco anche la lega di basket più famosa del mondo, l’NBA statunitense . Lo svolgimento dell’All-Star Game 2017 nella città di Charlotte è stato infatti messo in forse per via di una legge promulgata dallo Stato della North Carolina ed entrata in vigore nei giorni scorsi che impone l’utilizzo dei servizi pubblici seguendo il proprio sesso biologico.
Secondo i detrattori del provvedimento, questa legge sembrerebbe non tenere conto dei diversi orientamenti sessuali che prescindono dal dato meramente biologico.  E per non apparire insensibile all’istanze sostenute dai militanti della movimento lgbt, la lega del basket americano ha diffuso una nota in cui fa sapere che:
“L’ NBA si è da sempre impegnata alla formazione di un ambiente favorevole per chiunque partecipi alle partite e agli eventi. Siamo profondamente preoccupati di questa nuova legge, in quanto va contro i principi di uguaglianza e reciproco rispetto: non sappiamo ancora quale impatto potrà avere sull’organizzazione dell’All-Star Game 2017 nella città di Charlotte”.
Per la città del North Carolina sarebbe un duro colpo: il giro d’affari stimato per il weekend delle stelle è infatti superiore ai 100 milioni di dollari.
La manifestazione richiama infatti l’interesse di tutti gli appassionati di questo sport e si svolge in una tre giorni che vede in capo i migliori esordienti del campionato; la gara di schiacciate e di altre abilità personali e il programma si conclude con la partita tra le stelle della costa Est contro quelle dell’Ovest.
Si tratta di un momento di grande spettacolo atteso ogni anno da tutta la nazione, un evento che non ha mai creato problemi alle persone omosessuali che intendono assistervi di persona. Eppure abbiamo visto anche in un precedente articolo di Matchman News che, soprattutto negli Stati Uniti, la lotta per l’istallazione di trans toilette nei locali pubblici è diventata l’ultima frontiera dei cosiddetti “diritti gay”, al punto che perfino il New York Times definì il 2015  “the Year of the Toilet”
 
Una battaglia che sta prendendo piede anche in Europa come di mostra la legge varata solo la settimana scorsa dall’assemblea autonoma di Madrid. L’organo legislativo della capitale spagnola ha approvato la “Legge di identità ed espressione di genere e uguaglianza sociale e di non discriminazione”, che non è altro che un testo teso a promuovere una completa relativizzazione della natura dell’essere umano.
Nel concreto l’iniziativa prevede, fra le altre cose, che nelle scuole pubbliche, negli spazi sanitari e  nelle strutture sportive “si rispetti l’identità di genere che ogni persona riferisca di avere nel momento in cui fa uso degli spazi separati per sesso”. Vale a dire che un bambino potrà accedere agli spogliatoi delle bambine, manifestando solo che egli “si sente donna”. 
 
La questione dei servizi igienici per i transessuali è arrivata persino ai massimi vertici della politica britannica: John Berkow, presidente della Camera dei Comuni del Regno Unito, ha proposto che anche il Parlamento inglese adotti tale soluzione per i propri servizi, sebbene nessun deputato sia transgender. L’iniziativa, secondo il proponente, avrebbe infatti un valore altamente simbolico e  non deve per forza rispondere ad una necessità reale.
Dobbiamo attenderci quindi che arriverà il giorno in cui anche le città che si candidano ad ospitare le Olimpiadi saranno giudicate in base alla quantità di bagni e spogliatoi gender fluid offerti ad atleti e spettatori.
 
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