Lorenzo Montanari, la battaglia per i diritti alla proprietà

La promozione dei diritti di proprietà intellettuale (con tanto di indice annual): è questo uno degli obiettivi chiave dell’America Tax Reform Coalition. In esclusiva a Matchman-News, Lorenzo Montanari, responsabile della sezione internazionale, spiega il lavoro fatto. E quello ancora da svolgere. Siamo molto interessati al lavoro della coalizione per la tutela della proprietà privata e […]

La promozione dei diritti di proprietà intellettuale (con tanto di indice annual): è questo uno degli obiettivi chiave dell’America Tax Reform Coalition. In esclusiva a Matchman-News, Lorenzo Montanari, responsabile della sezione internazionale, spiega il lavoro fatto. E quello ancora da svolgere. Siamo molto interessati al lavoro della coalizione per la tutela della proprietà privata e […]

La promozione dei diritti di proprietà intellettuale (con tanto di indice annual): è questo uno degli obiettivi chiave dell’America Tax Reform Coalition. In esclusiva a Matchman-News, Lorenzo Montanari, responsabile della sezione internazionale, spiega il lavoro fatto. E quello ancora da svolgere.

Siamo molto interessati al lavoro della coalizione per la tutela della proprietà privata e al vostro indice, ci spiega meglio la vostra attività?

Dal 2012, sono il responsabile del dipartimento internazionale della associazione “America per la riforma fiscale” (ATR). Sono anche direttore esecutivo della associazione per la difesa dei diritti di proprietà (PRA), un gruppo di pressione / think tank, affiliato ad ATR, che si impegna nella promozione dei diritti di proprietà, lo stato di diritto e diritti di proprietà intellettuale in tutto il mondo attraverso una rete di più di 90 gruppi e network a livello nazionale. Questi principi sono i pilastri fondamentali per governare in modo democratico e sono gli unici che caratterizzano ogni libera economia del mondo. Con PRA pubblichiamo ogni anno l’indice internazionale di diritti di proprietà , anche grazie alla nostra importante collaborazione con il Dott Hernando De Soto. L’International Index 2015 sui diritti di proprietà, giunto alla sua nona edizione, fornisce un’analisi comparativa innovativa e internazionale utilizzando i dati politici ed economici di 129 paesi.
L’edizione 2015 è stata lanciata ufficialmente a Kuala Lumpur lo scorso 16 novembre, in collaborazione con l’Istituto per la Democrazia e gli affari economici (IDEAS). L’ IPRI sottolinea le grandi differenze economiche tra i paesi con grande rispetto dei diritto di proprietà e i paesi con meno marcate protezioni di questi diritti. L’ IPRI sottolinea la necessità di proteggere i diritti di proprietà al fine di creare il libero mercato e promuovere la crescita economica del paese, nello stesso tempo è comune convinzione che il diritto di proprietà sia anche e soprattutto un diritto umano fondamentale. I diritti di proprietà sono

direttamente correlati ai valori e ai principi della libertà delle persona. I casi di studio speciali, nell’edizione di quest’anno, dimostrano infatti l’importanza dei diritti di proprietà per le donne e nei poveri nei paesi in via di sviluppo. Questo indice fornisce una fonte importante di informazioni per i responsabili politici e le comunità d’affari che vogliono capire come le tre componenti principali dei sistemi di diritti di proprietà (giuridico e politico, diritti di proprietà fisiche e diritti di proprietà intellettuali) siano protetti o colpiti in tutto il mondo. Grazie alla rete globale PRA ogni anno organizziamo / partecipiamo a conferenze di politica o scriviamo le linee guida internazionali sui diritti di proprietà intellettuale insieme al Dr. Francis Gurry, direttore generale dell’OMPI ( 85 gruppi di esperti in rappresentanza di più di 50 paesi) . Grazie alle reti globali PRA abbiamo facilitato la fondazione della Rete nel sud-est asiatico per lo Sviluppo (SEANET ), il think tank regionale sul libero mercato, con sede nel sud-est asiatico e con l’obiettivo principale di promuovere il diritto di proprietà, lo stato di diritto, la trasparenza e le politiche di libero mercato. In India abbiamo promosso e sostenuto l’Alleanza per i diritti di proprietà (IPRA), la prima rete di think tanks e gruppo di pressione con l’obiettivo principale per ripristinare la protezione dei diritti di proprietà nella Costituzione Indiana.

Nel suo lavoro lei ha modo di valutare diverse ricerche ed indici, cosa pensa del FEI della Fondazione Novae terrae? E’ possibile evidenziare una correlazione tra i paesi più rispettosi della proprietà privata e quelli con maggiore grado di libertà di educazione?
Il vostro FEI (Indice sulla libertà di educazione ) è un grande strumento di politica molto utile per capire meglio il livello di protezione della libertà di educazione in tutto il mondo. Lo considero uno strumento molto importante che sicuramente aiuterà i responsabili politici per la promozione di politiche educative migliori. Dal momento che non abbiamo mai misurato questa correlazione, è difficile affermare che ci sia una relazione tra rispetto delle proprietà e libertà di educazione. Quello che possiamo sicuramente dire è che i paesi con una forte protezione dei diritti di proprietà sono anche i paesi con il più alto livello di PIL pro capite. Pertanto, se consideriamo che il sistema di istruzione è migliore nei paesi con un alto PIL pro capite rispetto ai paesi in via di sviluppo, si può supporre che vi è correlazione diretta tra le due variabili. In realtà, la libertà è promossa sia a partire dai proprietà e sia da quelli della libertà di educazione.

Da attento osservatore e attore della società civile americana, al di là delle preferenze politiche, come valuta i programmi elettorali dei diversi schieramenti e diversi candidati USA? Quali sono più rispettosi della libertà di educazione e proprietà privata e libertà del mercato?

Noi non sosteniamo dei candidati specifici, piuttosto sosteniamo posizioni specifiche. In primo luogo, la libertà di educazione è un tema estremamente importante perché consente ai genitori di decidere quale tipo di educazione è migliore. La libertà di educazione è il motivo per cui sosterrò un candidato che sostiene, home-schooling o i voucher scolastici, che permettono agli studenti di andare a scuole preparate , piuttosto che una scuola pubblica fatiscente. Il successivo criterio di scelta sarà la proprietà privata che un altro argomento importante. Non vedo l’ora di vedere quale candidato difende di più i diritti di proprietà, condannando gli espropri e promuovendo la protezione dei brevetti e così via. Come dimostrato dalla IPRI, una forte protezione dei diritti di proprietà e la sua promozione sono elementi fondamentali per stimolare una crescita economica migliore, credo che i candidati dovrebbero aumentare il loro “focus” sul diritto di proprietà. Infine, l’America ha assistito ad una bassa crescita economica e bassa occupazione a causa delle politiche contrarie al libero mercato, spero che ogni candidato farà uno sforzo vigoroso per passare a soluzioni più favorevoli alla libertà del mercato. E ‘ovvio che sia Bernie Sanders, sia Hillary Clinton sono vigorosamente all’opposti di questi semplici concetti e diritti. Quello che mi auguro è che un candidato veramente rispettoso della libertà venga eletto.

A livello internazionale, visto il suo prestigioso incarico, come legge l’evoluzione della libertà sociale? C’è un reale pericolo da parte e in diversi Stati di un ritorno ad uno statalismo ‘oppressivo’ e ‘omologatore’?

Nelle più recenti classifiche sulla libertà del mercato in tutto il mondo, l’Index of Economic Freedom da The Heritage Foundation, si trova conferma che i paesi che promuovono il libero scambio sono più prosperi rispetto a quelli che non lo fanno. I dati mostrano una forte correlazione tra la libertà del commercio e diversi indicatori positivi, tra cui bassa la povertà, la prosperità economica e la qualità di vita ambientale. I risultati che emergono dal Human Freedom Index del Cato Insitute, sulla libertà degli esseri umani, suggeriscono che la libertà ha un ruolo di primo piano nel benessere delle persone. Infine, la relazione già illustrata dalle nostre ricerche tra la crescita del PIL pro capite e la protezione dei diritti di proprietà. Ciononostante, ci sono paesi che hanno compiuto passi verso lo statalismo e il capitalismo clientelare. Dall’ Affordable Care Act, sino alle politiche governative di ostruzione verso la Uber, dalle dettagliatissime normative burocratiche sul confezionamento sino alla elevata imposizione fiscale, i governi continuano a intromettersi in questioni private. Per esempio, paesi come l’Australia hanno promosso un programma di imballaggio dei prodotti, poi fallito ed altri paesi come Singapore stanno attualmente discutendo lo stesso progetto. Negli Stati Uniti, i governi stanno prendendo di mira l’economia di condivisione, come ad esempio quella fornita da Uber per i trasporti, aumentando i regolamenti e le tasse.Già, le tasse che sono ancora relativamente alte negli Stati Uniti, che è il motivo per cui molte aziende lasciano il paese nativo scegliendone un altro con imposte più amichevoli.

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