Di matrimonio gay e loro promotori: miti e pericoli

Ricordate come gli attivisti LGBT avessero promesso che il matrimonio tra i sessi non avrebbe danneggiato nessuno e mai avrebbe potuto violare la libertà di alcun cittadino? Una analisi americana dimostra che quelle promesse erano false. I cristiani e gli altri cittadini ‘nonconformisti’ ora affrontano la rovina finanziaria e persino la detenzione se declinano di […]

Ricordate come gli attivisti LGBT avessero promesso che il matrimonio tra i sessi non avrebbe danneggiato nessuno e mai avrebbe potuto violare la libertà di alcun cittadino? Una analisi americana dimostra che quelle promesse erano false. I cristiani e gli altri cittadini ‘nonconformisti’ ora affrontano la rovina finanziaria e persino la detenzione se declinano di […]

Ricordate come gli attivisti LGBT avessero promesso che il matrimonio tra i sessi non avrebbe danneggiato nessuno e mai avrebbe potuto violare la libertà di alcun cittadino? Una analisi americana dimostra che quelle promesse erano false.

I cristiani e gli altri cittadini ‘nonconformisti’ ora affrontano la rovina finanziaria e persino la detenzione se declinano di partecipare alla promozione delle celebrazioni o delle cerimonie di nozze dello stesso sesso.

Recentemente il panettiere Jack Phillips e il fiorista Barronelle Stutzman, che servono fedelmente i clienti LGBT nel corso della normale attività aziendale, si sono rifiutati di preparare cibi personalizzati che erano in conflitto con le proprie convinzioni religiose profondamente vissute. Per questo, la sinistra LGBT americana ha cercato di distruggere le loro attività commerciali.

La Corte Suprema ora affronterà il caso di Jack Phillips per decidere se il governo può forzare gli artisti,artigiani e piccoli-grandi imprenditori a creare contro la loro volontà e se può costringere dissidenti religiosi e altri non conformisti a partecipare alla promozione e celebrazione di cerimonie contrarie alle proprie convinzioni e valori.

Così dalla regola del ‘vivi e lascia livere’, si è passati alla nuova ‘regola’ promossa dalla comunità LGBT e dal ‘mainstreming’ : puoi credere a qualunque cosa vuoi, ma se entri in affari devi servire tutti ugualmente e in tutte le circostanze.

Questa affermazione è completamente falsa. Essa presenta erroneamente la realtà, mistifica lo scopo delle leggi antidiscriminazione e ignora i diritti costituzionali.

L’importante ‘think tank’, The Federalist ha fatto una analisi precisa e chiara dei ‘miti’, delle diritti costituzionali e delle consegue di alcune eccessive pretese della lobby LGBT sulla vita dei cittadini americani, sugli impenditori e sulle persone religiose.

Mito 1: Le leggi antidiscriminazione si applicano a tutti i datori di lavoro
Realità: Mentre le leggi antidiscriminazione variano, nessuna riguarda ogni impresa e datore di lavoro. Inoltre, è regola comune, sebbene non universale, che le leggi antidiscriminazione esentino le piccole imprese. Altre eccezioni includono imprese espressive, che sono necessariamente esenti per motivi di libertà di lettura – ad esempio, i giornali non possono essere costretti a pubblicare materiale a cui si oppongono. Allo stesso modo, le istituzioni religiose e i datori di lavoro godono di ampie protezioni dall’interferenza del governo.

(nella foto, Jack Phillips, il pasticciere discriminato per aver rifiutato di preparare una torta celebrativa per il matrimonio omosessuale)

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