A Mosul i miracoli del Natale

Le celebrazioni delle festività natalizie a Mosul, dopo la devastante occupazione triennale della città da parte dello Stato islamico (IS), hanno segnato “una sorta di vittoria” sugli estremisti. E l’installazione di una serie di grandi alberi di Natale in tutta la città non ha precedenti. Circa 2.000 persone hanno partecipato alle celebrazioni religiose cristiane, alcuni […]

Le celebrazioni delle festività natalizie a Mosul, dopo la devastante occupazione triennale della città da parte dello Stato islamico (IS), hanno segnato “una sorta di vittoria” sugli estremisti. E l’installazione di una serie di grandi alberi di Natale in tutta la città non ha precedenti. Circa 2.000 persone hanno partecipato alle celebrazioni religiose cristiane, alcuni […]

Le celebrazioni delle festività natalizie a Mosul, dopo la devastante occupazione triennale della città da parte dello Stato islamico (IS), hanno segnato “una sorta di vittoria” sugli estremisti.

E l’installazione di una serie di grandi alberi di Natale in tutta la città non ha precedenti.

Circa 2.000 persone hanno partecipato alle celebrazioni religiose cristiane, alcuni provenienti dai campi di dislocamento di Erbil, dove molti cristiani di Mosul sono fuggiti più di tre anni fa. Anche i rappresentanti musulmani hanno partecipato alle celebrazioni religiose cristiane che si sono svolte con misure di stretta sicurezza.

Secondo l’organizzazione cattolica ‘Aiuto alla Chiesa che soffre’, le Messe e le celebrazioni religiose sono state possibili solo grazie all’aiuto concreto e di un gruppo di giovani musulmani che è intervenuto per aiutare a ripulire la chiesa e prepararla per le celebrazioni, compresa la costruzione della croce.

Le chiese nelle aree occupate sono state profanate e danneggiate a vari livelli e le altre chiese della città non sono ancora ristrutturate.

“Quello che è successo questo Natale a Mosul non è mai accaduto [nemmeno] prima dell’ ISIS”, ha detto un leader della chiesa al World Watch Monitor. “Persino sotto Saddam Hussein, la gente a Mosul era più conservatrice, a loro non piacevano i segni di festeggiare il Natale”.

Dopo il male e la tragedia dell’ISIS, i miracoli proseguono e un nuovo clima sociale e religioso è apparso nella martoriata terra di Mosul in questo periodo natalizio.

 

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