Nell’Università del Minnesota, il Natale e le festività ebraiche sono state vietatissime

Nella lotta feroce per l’abolizione del Natale e dei simboli cristiani che quest’anno ha segnato una tappa decisiva, un posto di rimarchevole ‘demerito’ spetta alla Università del Minnesota (USA). Nei giorni precedenti alle festività natalizie, l’Università ha fatto sapere che le espressioni di fede cristiane e ebraiche fossero inappropriate nel campus. “In generale, incontri e […]

Nella lotta feroce per l’abolizione del Natale e dei simboli cristiani che quest’anno ha segnato una tappa decisiva, un posto di rimarchevole ‘demerito’ spetta alla Università del Minnesota (USA). Nei giorni precedenti alle festività natalizie, l’Università ha fatto sapere che le espressioni di fede cristiane e ebraiche fossero inappropriate nel campus. “In generale, incontri e […]

Nella lotta feroce per l’abolizione del Natale e dei simboli cristiani che quest’anno ha segnato una tappa decisiva, un posto di rimarchevole ‘demerito’ spetta alla Università del Minnesota (USA). Nei giorni precedenti alle festività natalizie, l’Università ha fatto sapere che le espressioni di fede cristiane e ebraiche fossero inappropriate nel campus.

“In generale, incontri e celebrazioni, persino rappresentazioni religiose e presepi non sono appropriati in questo periodo dell’anno poiché rappresentano tipicamente un’iconografia religiosa specifica”. Nella lista di cose inopportune c’era una elenco dettagliato di eventi e oggetti indicativi di Natale cristiano e Hanukkah ebraico.

Il Babbo Natale è elencato per primo, poi gli angeli, gli alberi di Natale, la stella di Betlemme, le scene della Natività, gli inchini o regali confezionati, menorah, campane e colombe.

Il documento “Diversità e festività religiose” dice anche che alcuni colori sono inappropriati per i temi di decorazione perché “rosso e verde sono rappresentativi della tradizione cristiana come blu e bianco / argento sono per la Hanukkah ebraica che viene celebrata anche in questo periodo dell’anno”.

“Gli individui possono mostrare espressioni della loro fede religiosa nel loro spazio personale” (in via strettamente privata), si afferma nella dispensa distribuita a tutti, “non in una funzione pubblica significativa e non in aree pubbliche”.

 

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