Norvegia: anche i musulmani a difesa del Natale cristiano

Una scuola norvegese ha scatenato un dibattito infuocato su temi quali la religione, la tolleranza e l’inclusione con il suo appello ai genitori per scegliere gli inni di Natale appropriati ed evitare di offendere la crescente popolazione non cristiana del paese. I genitori degli allievi della scuola ‘Nylund’ nella città di Stavanger sono stati invitati […]

Una scuola norvegese ha scatenato un dibattito infuocato su temi quali la religione, la tolleranza e l’inclusione con il suo appello ai genitori per scegliere gli inni di Natale appropriati ed evitare di offendere la crescente popolazione non cristiana del paese. I genitori degli allievi della scuola ‘Nylund’ nella città di Stavanger sono stati invitati […]

Una scuola norvegese ha scatenato un dibattito infuocato su temi quali la religione, la tolleranza e l’inclusione con il suo appello ai genitori per scegliere gli inni di Natale appropriati ed evitare di offendere la crescente popolazione non cristiana del paese.

I genitori degli allievi della scuola ‘Nylund’ nella città di Stavanger sono stati invitati a compilare questionari per permettere ai loro bambini di partecipare al celebrazioni scolastiche sul Natale di quest’anno e anche a scegliere i canti di Natale che ritengono idonei e inoffensivi per evitare discriminazioni verso gli alunni non cristiani. Questo ultimo invito ha provocato forti reazioni nei social media norvegesi.

Anche gli Umanisti e Atei sono scesi in campo per chiedere che non si cambiassero i canti natalizi.
Forse un po’ meno sorprendente che l’eredità cristiana del paese nordico fosse difesa dal deputato di origini pakistane e del partito Liberale Abid Q. Raja, Vicepresidente del Parlamento norvegese e un musulmano praticante.

In un’intervista con il quotidiano locale Stavanger Aftenblad, Raja ha sottolineato che musulmani, ebrei, non credenti e umanisti possono tutti partecipare alle tradizioni norvegesi, che non sono necessariamente cristiane.

Raja ha ammesso che ogni anno i suoi figli cantano “Bella è la Terra” e “Vi auguriamo un buon Natale”, sostenendo che questa tradizione non dovrebbe provocare discriminazioni e proteste nelle minoranze religiose della Norvegia.

Raja ha sottolineato che il dibattito religioso è rilanciato ogni anno nel Paese a partire dagli stravaganti dibattiti sui canti natalizi, ma “nessuno dovrebbe temere di diventare cristiano solo perché canta le canzoni cristiane del Natale”. L’anno scorso, il testo del canto “Bella è la Terra”, è stato discusso nel parlamento norvegese, attirando l’attenzione del ministro della Cultura Linda Hofstad Helleland, il cui intervento è stato descritto da Raja come “politicamente ‘iper-corretto’”.
Dopo le proteste dei genitori e la reazione nei media norvegesi, il direttore scolastico Jørn Pedersen è tornato sui propri passi e ritirato la circolare.

Lo scorso anno la stessa scuola di Nylund era stata criticata perché la celebrazione di Natale era stata ribattezzata “riunione di dicembre” in ragione del ‘politicamente corretto’.

Secondo un sondaggio del 2013 condotto da Norstat per il quotidiano Vårt Land, il 68 per cento dei norvegesi sosteneva che fosse positivo avere una Messa natalizia nelle scuole e solo il 14% si opponeva.

Circa il 75 per cento della popolazione norvegese su un totale di 5,2 milioni, ufficialmente appartiene a diverse denominazioni cristiane. Nella vicina Svezia, i cristiani legalmente registrati costituiscono il 69 per cento della popolazione in un Paese di 10 milioni di abitanti.

Con questi continui attacchi da parte del ‘politicamente corretto’, che fine faranno le letterine di Natale che ogni bambino impara sin da piccolo a spedire al Polo Nord? Saranno bloccate ai confini dei paesi scandinavi e solo grazie ai ‘musulmani’ potranno illegalmente passare i confini?

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