Norvegia: la Chiesa cattolica non celebrerà più matrimoni in rito civile per evitare pressioni dallo Stato

Smettere di officiare matrimoni anche in rito civile per evitare che la Chiesa Cattolica sia sottoposta alle pressioni dello Stato norvegese

Smettere di officiare matrimoni anche in rito civile per evitare che la Chiesa Cattolica sia sottoposta alle pressioni dello Stato norvegese

Smettere di officiare matrimoni anche in rito civile per evitare che la Chiesa Cattolica sia sottoposta alle pressioni dello Stato norvegese. È quanto deciso dal clero cattolico del Paese scandinavo, dopo che il sinodo della chiesa luterana della Norvegia, tenutosi all’inizio di aprile, ha votato per l’introduzione del matrimonio religioso per coppie dello stesso sesso. Una scelta  definita “storica” dagli stessi luterani, anche se nel segno del disaccordo (88 favorevoli su 115). Ai pastori resta la libertà di scegliere se celebrare matrimoni di coppie omosessuali o meno.

Questo passo ha suscitato grande disaccordo tra i fedeli e un pastore luterano ha già dato le dimissioni in segno di protesta. La diocesi cattolica di Oslo ha inoltre ricevuto delle chiamate da persone che vogliono lasciare la Chiesa luterana e passare a quella cattolica, ha raccontato all’agenzia Sir Hans Rossiné, responsabile per la comunicazione della diocesi cattolica di Oslo. Una situazione che sembra ricalcare quella della chiesa anglicana in Gran Bretagna, la quale fu scossa da divisioni e da una fuga di fedeli proprio quando furono fatte tutta una serie di aperture alla celebrazione di unioni di persone dello stesso sesso.

L’iniziativa non ha quindi preso di sorpresa le altre confessioni cristiane. Pochi giorni prima del sinodo luterano, diversi leader cristiani norvegesi, tra cui il vescovo di Oslo mons. Bernt Eidsvig, avevano pubblicato una dichiarazione: «la comprensione del matrimonio nelle nostre Chiese è messa alla prova», consapevoli che  «ci sarà un aumento della pressione da parte della società perché si segua la Chiesa luterana ed è probabile che si arrivi a un doppio matrimonio, religioso e civile, come in altri Paesi europei».

Mons. Bernt Eidsvig, religioso agostiniano nominato da papa Benedetto XVI nel 2005, ha poi sottolineato che «è evidente che dobbiamo distinguere fra i matrimoni celebrati nella nostra Chiesa e gli altri». Finora la distinzione era di tipo liturgico ma non riguardava il rito civile, celebrato in maniera identica dalle diverse confessioni. Secondo il presule il rischio è che «i politici potrebbero diventare aggressivi contro le chiese che resistono ad officiare queste cerimonie, quindi la migliore opzione è smettere di celebrare matrimoni in nome dello Stato».

Mons. Eidsvig ha infine chiarito di dover attendere l’approvazione del Vaticano e ha ricordato che il prossimo 31 ottobre Papa Francesco visiterà la comunità luterana norvegese in occasione dei festeggiamenti del cinquecentesimo anno della riforma protestane.

Il cosiddetto “matrimonio per tutti” in Norvegia è legale dal 2009, e il sinodo luterano si era sempre opposto a celebrarlo, ma con le ultime elezioni ecclesiastiche di settembre l’ago della bilancia si è spostato verso l’area liberale. Bisogna inoltre considerare che la Chiesa protestante norvegese è particolarmente legata alle autorità del governo di Oslo dal momento che sarà religione di Stato fino all’anno prossimo, quando è prevista la definitiva separazione tra le due entità. Una separazione che in questo momento dovrà essere ancora più netta per quanto riguarda la Chiesa cattolica se vorrà continuare a officiare i sacramenti seguendo la sua dottrina e senza subire ingerenze e pressioni.

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