Obiezione Coscienza, esplode un caso in Germania

Un nuovo caso sulla obiezione di cosceinza è espoloso in Europa, dopo quello della ostetrica svedese Ellinor Grimmark, su cui si dovrà esprimere la Corte Europea dei Diritti Umani, in Germania si riapre la polemica sul diritto alla libertà di coscienza per chiunque svolga la professione medica e di assistenza. L’aborto ‘on-demand’, vietato in Germania, […]

Un nuovo caso sulla obiezione di cosceinza è espoloso in Europa, dopo quello della ostetrica svedese Ellinor Grimmark, su cui si dovrà esprimere la Corte Europea dei Diritti Umani, in Germania si riapre la polemica sul diritto alla libertà di coscienza per chiunque svolga la professione medica e di assistenza. L’aborto ‘on-demand’, vietato in Germania, […]

Un nuovo caso sulla obiezione di cosceinza è espoloso in Europa, dopo quello della ostetrica svedese Ellinor Grimmark, su cui si dovrà esprimere la Corte Europea dei Diritti Umani, in Germania si riapre la polemica sul diritto alla libertà di coscienza per chiunque svolga la professione medica e di assistenza.

L’aborto ‘on-demand’, vietato in Germania, può essere incluso tra i ‘criteri di qualità’ del servizio ospedaliero che consentono di ricevere fondi pubblici in Bassa Sassonia? Il Ministro socialista alla salute sembra pensarla così…

Tutto è accaduto qualche giorno fa, quando il direttore dell’opedale di Dannenberg è stato licenziato. Il caso nasce in un ospedale della Bassa Sassonia Dannenberg, il 19 maggio, il Tribunale del lavoro di Lüneburg ha dichiarato la cessazione immediata del licenziamento subito dal dottor Markus Fröhling, direttore di ginecologia della clinica locale.

Il direttore generale della clinica Thomas Börner (Uelzen) aveva pubblicamente sostenuto l’ex medico capo di ginecologia per la sua scelta di rifiutarsi di partecipare a aborti (tranne che per gravi motivi medici). L’astensione dalla pratica da parte di Frohling è stato oggetto di dibattito dei media,della politica e delle associazioni come “Pro Familia”.

La sede tedesca del gruppo svedese Capio, a cui la clinica di Dannenberg appartiene, ha respinto l’approccio di Markus Fröhling e lo ha licenziato a fine febbraio senza preavviso.

La clinica ha giustificato la sua azione dicendo che il direttore aveva avuto un comportamento presumibilmente diffamatorio verso la clinica.

Con le sue dichiarazioni pubbliche sulle competenze dei medici e sulla obiezione di coscienza, secondo la clinica, egli avrebbe creato notevoli danni alla reputazione della struttura sanitaria.

Fröhling si è opposto al licenziamento perchè ingiustificato.

Il Gruppo Capio, ora dovrà reintegrare al lavoro e con le stesse funzioni e alle stesse condizioni il dott. Fröhling.

Secondo il giornale Elba Jeetzel, il gruppo non lo farà e potrebbe ricorrere contro la decisione del Tribunale del Lavoro. Da parte sua il dott. Fröhling “probabilmente chiederà unun congruo e significativo risarcimento.”
Allo stesso Direttore Generale Börner erano state cambiate le funzioni dall’inizio di marzo scorso e spostato a sovraintendere il reparto di Pronto Soccorso.

Nella polemica scatenatasi in Bassa Sassonia sulla vicenda era intervenuta anche Cornelia Rundt (SPD), Ministro del Governo del Land che aveva minacciato di tagliare i fondi pubblici alla Clinica a causa della mancanza di ‘offerta di aborti di qualità’.

L’Ordine dei Medici della Bassa Sassonia aveva preso una posizione chiara contro la ipotesi di taglio dei fondi pubblici, ricordando che nella clinica i medici si attenevano al rispetto della legge e non era possibile invocare né trattamenti illeciti né criteri di qualità.

Stessa posizione è stata presa dal Governo federale tedesco che ha invitato gli stati (Land) ha valutare i criteri di qualità, entro i quali “non può trovarsi l’aborto”.

Presumibilmente con il probabilissimo appello della Clinica avverso la sentenza di reintegro del dott. Frohling, si riapriranno le discussioni in sede giudiziaria e politica. Resta da vedere quanto il Governo della Bassa Sassonia e il suo Ministro della Salute voglia insistere sulla propria ‘originale definizione’ di qualità dei servizi sanitari, nella quale si vorrebe includere l’aborto senza alcuna obiezione di coscienza.

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