ONU, aborto e diritti LGBT tra gli indicatori di sviluppo

L’accesso all’aborto e i diritti LGBT potrebbero diventare parametri internazionali per misurare l’Indice di Sviluppo Umano.

L’accesso all’aborto e i diritti LGBT potrebbero diventare parametri internazionali per misurare l’Indice di Sviluppo Umano.

L`Organizzazione delle Nazioni Unite discuterà il prossimo mese sull’inclusione dell’accesso all’aborto e l’accettazione dei diritti LGBT nell’elenco degli indicatori di sviluppo. Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) così come il Gruppo per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDG) stanno elaborando la cosiddetta “Agenda di Sviluppo post 2015” per sostituire gli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio”. Erano otto gli obiettivi che gli stati membri dell’Onu si erano impegnati a rispettare nel 2000.

L’Assemblea Generale dell’ONU ha deciso che è arrivata l’ora di adottare nuovi impegni adattati alla realtà sociale del 2015. Il nuovo documento elaborato dai funzionari internazionali sarà discusso in aprile nel ciclo dei negoziati per il Programma di Sviluppo 2015.

Per ora, il documento si trova in una fase di consultazione nazionale che comprende ottantotto paesi. “Con il sostegno delle Nazioni Unite, diversi gruppi di interesse hanno organizzato conferenze, workshop e incontri su cosa includere nel futuro programma di sviluppo”, si legge sul sito dell’UNDP.

Cosa sono gli Indicatori di sviluppo?

Gli indicatori di sviluppo sono una parte molto importante del Programma di Sviluppo. Un team internazionale delle Nazioni Unite è stato incaricato di elaborare un elenco di 300 indicatori per cercare nuovi standard di misura che saranno discussi ad aprile e saranno adottati a settembre.

Tra gli indicatori proposti spicca l’accesso all’aborto e l’accettazione dell’agenda LGBT. Il “Catholic Family and Human Rights Institute (CFHRI)” ha dichiarato che “ gli attivisti e i governi che promuovono l`aborto e i diritti sessuali vedono il nuovo sistema globale per lo sviluppo come una possibilità per cambiare le politiche nazionali”.

L’elenco comprende parametri sul diritto riproduttivo come l`aborto, l’inseminazione artificiale e la pillola del giorno dopo, così come una protezione speciale per le lesbiche, gli omosessuali, i bisessuali e i transgender.

Questi parametri non erano presenti nel documento approvato nel 2000, Tuttavia, la pressione del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, e il lavoro dei lobbisti nel corso degli anni è servito a inserirli nel documento preliminare.

Il CFHRI afferma che “le lobby abortiste hanno fatto una forte pressione sui paesi per avere un pezzo più grande della torta. La salute sessuale e riproduttiva occupa un posto importante tra gli obiettivi fissati considerando che non c’era alcuna menzione di loro negli Obiettivi del Millennio”.

“I nuovi obiettivi – aggiunge il CFHRI – fanno con i diritti riproduttivi un nuovo goal. I diritti riproduttivi sono stati considerati impossibili da misurare in risultati concreti quando hanno adottato gli Obiettivi del Millennio. Con la loro inclusione, gli attivisti avranno un ulteriore pretesto per respingere i governi a modificare le proprie leggi sull`aborto”.

Auxi Rodríguez

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