Regno Unito: vietato pregare in pubblico per i cristiani pro-life

La notizia lascia basiti, ma poco ci sorprende ancora delle misure soffocanti la libertà religiosa che stanno prendendo piede in Inghilterra. Lo scorso 19 ottobre l’amministrazione pubblica di Birmingham ha deciso di procede per il divieto di manifestare e pregare al di fuori delle cliniche dove si praticano gli aborti. Stessa misura era stata presa […]

La notizia lascia basiti, ma poco ci sorprende ancora delle misure soffocanti la libertà religiosa che stanno prendendo piede in Inghilterra. Lo scorso 19 ottobre l’amministrazione pubblica di Birmingham ha deciso di procede per il divieto di manifestare e pregare al di fuori delle cliniche dove si praticano gli aborti. Stessa misura era stata presa […]

La notizia lascia basiti, ma poco ci sorprende ancora delle misure soffocanti la libertà religiosa che stanno prendendo piede in Inghilterra.

Lo scorso 19 ottobre l’amministrazione pubblica di Birmingham ha deciso di procede per il divieto di manifestare e pregare al di fuori delle cliniche dove si praticano gli aborti. Stessa misura era stata presa dalla amministrazione di Londra nelle settimane precedenti.

Sia chiaro, al di fuori di queste cliniche non si tengono ‘show’, non si urla, non sin impedisce alle donne di entrare in clinica. Nulla di tutto questo, fuori da queste cliniche i volontari della organizzazione ‘40daysforlife’ pregano il rosario e, se è possibile VMCE_V9 e nel più grande rispetto, chiedono di ripensarci.

Sono 50 anni da quando l’aborto legge del 1967 è stata introdotta nel Regno Unito.

La campagna di “40 giorni per la vita” è una campagna globale basata sulla preghiera cristiana che terminerà il prossimo 5 novembre.

La sua missione è quella di “mostrare alle comunità locali le conseguenze dell’aborto nei propri quartieri, per i propri amici e famiglie”.

“Se questa decisione verrà presa, vorrà dire che nessuna veglia di nessuna natura in UK sarà più autorizzata. Abbiamo avuto cinque donne che sono venute a chiedere informazioni prima di accedere alla clinica e hanno cambiato la loro idea, hanno tenuto il bambino. Nessuna legge in vigore contro le molestie è stata violata da noi e dal nostro gruppo, nessuno ci ha contestato queste violazioni. Si vuole impedire che le donne possano ricevere (se lo vogliono) anche la nostra opinione sull’aborto”.

Non solo, si vuole in realtà che si forniscano le buone ragioni di difesa della vita e le opportunità di aiuto alla maternità a coloro che non abortiranno, di più questa ossessione abortiva produce una prima drammatica conseguenza per tutti i cittadini inglesi: vietato pregare in pubblico. Altro che rispetto 810-403 per la libertà religiosa!

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