Residenza per coniugi gay, ecco cosa dice la Corte di Giustizia UE

Martedì 5 Giugno la Corte di Giustizia EU del Lussemburgo si è pronunciata a favore del diritto di un uomo gay rumeno di avere il marito degli Stati Uniti a vivere con lui in Romania. La Romania non solo non riconosce nessuna forma di unione gay ma, attende la fissazione di un referendum costituzionale per […]

Martedì 5 Giugno la Corte di Giustizia EU del Lussemburgo si è pronunciata a favore del diritto di un uomo gay rumeno di avere il marito degli Stati Uniti a vivere con lui in Romania. La Romania non solo non riconosce nessuna forma di unione gay ma, attende la fissazione di un referendum costituzionale per […]

Martedì 5 Giugno la Corte di Giustizia EU del Lussemburgo si è pronunciata a favore del diritto di un uomo gay rumeno di avere il marito degli Stati Uniti a vivere con lui in Romania.

La Romania non solo non riconosce nessuna forma di unione gay ma, attende la fissazione di un referendum costituzionale per definire nella Magna Carta che il matrimonio è solo quello di un uomo e una donna e i diritti educativi dei genitori. Più di tre milioni di romeni hanno firmato la proposta referendaria, molti i partiti a favore mentre il Presidente della Repubblica è favorevole al matrimonio gay. Il caso deciso alla Corte riguardava la possibile residenza per il compagno e cittadino USA del convivente romeno.

La Corte di giustizia europea ha detto che il termine “coniuge” è neutrale rispetto al genere.

Adrian Coman e il suo convivente americano Clai Hamilton si sono sposati a Bruxelles nel 2010.

In seguito alla sentenza di martedì, il sig. Coman ha dichiarato: “Ora possiamo guardare negli occhi di qualsiasi funzionario pubblico in Romania e in tutta l’UE con la certezza che la nostra relazione sia ugualmente valida e altrettanto importante”.

Qual è stata la decisione della corte?

Martedì la Corte di giustizia europea ha dichiarato che gli stati membri devono concedere alle coppie gli stessi diritti di residenza di cui godono le altre famiglie.

“Sebbene gli Stati membri abbiano la libertà di autorizzare o meno il matrimonio tra persone dello stesso sesso, non possono ostacolare la libertà di residenza di un cittadino dell’UE rifiutando di concedere il suo coniuge omosessuale, cittadino di un paese che è o non è uno Stato membro dell’UE, un diritto derivato di residenza nel loro territorio “, ha affermato la corte. La Sentenza apre la porta ad una diffusione per via giurisprudenziale delle unioni gay in tutti i paesi della Unione, a meno che non sia diversamente stabilito dalla Costituzione nazionale.

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