Romania, Referendum pro famiglia ancora dilazionato?

Secondo l’ultimo sondaggio condotto in Romania sul prossimo Referendum Costituzionale per includere una definizione di matrimonio che preveda solo l’unione di un uomo e una donna, fatta dal CURS (Centro per la Sociologia urbana e rurale), solo l’8% dei romeni è favorevole al “matrimonio” omosessuale, mentre l’83% è fortemente contrario, secondo i dati forniti dalla […]

Secondo l’ultimo sondaggio condotto in Romania sul prossimo Referendum Costituzionale per includere una definizione di matrimonio che preveda solo l’unione di un uomo e una donna, fatta dal CURS (Centro per la Sociologia urbana e rurale), solo l’8% dei romeni è favorevole al “matrimonio” omosessuale, mentre l’83% è fortemente contrario, secondo i dati forniti dalla […]

Secondo l’ultimo sondaggio condotto in Romania sul prossimo Referendum Costituzionale per includere una definizione di matrimonio che preveda solo l’unione di un uomo e una donna, fatta dal CURS (Centro per la Sociologia urbana e rurale), solo l’8% dei romeni è favorevole al “matrimonio” omosessuale, mentre l’83% è fortemente contrario, secondo i dati forniti dalla CURS solo pochi giorni fa.

Nonostante questo e le promesse fatte dai due principali partiti (governanti socialdemocratici e liberali nazionali dell’opposizione), l’emendamento costituzionale pro-matrimonio continua a essere bloccato nel Senato, l’ultimo ostacolo da eliminare prima del referendum .

Alcuni emendamenti procedurali, che modificano lievemente l’organizzazione dei referendum, sono stati dichiarati incostituzionali dalla Corte Costituzionale, per cui devono essere rivisti.
Questo dilazionarsi del tempo potrebbe ulteriormente spostare la celebrazione del referendum a favore del matrimonio in Romania e favorire le lobbies che oggi si oppongono alla chiara definizione proposta da milioni di cittadini romeni.

Per la revisione delle modifiche procedurali sarà necessario altro tempo, almeno altre 3-4 settimane. La confusione politica dentro la maggioranza e nei partiti di opposizione potrebbe ulteriormente causare lo spostamento della data del referendum (previsto per il novembre di questo anno) sino al prossimo anno.

E’ bene ricordare che quasi 3 milioni di persone hanno firmato a favore dell’iniziativa dei cittadini per la protezione del matrimonio nella Costituzione rumena tra il novembre 2015 e l’aprile 2016; la Corte costituzionale ha approvato l’iniziativa nel giugno 2016; la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge con 232 voti a favore contro 23 la scorsa primavera 2017.

Ora, tutto potrebbe ulteriormente slittare, tra un mese non ci sarà più tempo per celebrare il referendum nel 2017, infatti il 1° Dicembre ci sarà la Festa Nazionale e sino alla Festa di San Giovanni Battista del 7 gennaio 2018 la politica romena sarà in vacanza.

Una ferma presa di posizione della Coalizione della Famiglia romena è stata ben evidenziata dai mass-media, la speranza di poter celebrare il referendum nelle prossime settimane non è svanita del tutto, ma certamente queste ‘tattiche parlamentari’ stanno sfilacciando il legame tra la classe politica e la società civile e religiosa del Paese.

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