Spagna, cresce la cristianofobia

I cristiani sono diventati il bersaglio di attacchi contro la libertà religiosa, non solo nei paesi del Medio Oriente, ma anche nei paesi democratici di tradizione cristiana come la Spagna.

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I cristiani sono diventati il bersaglio di attacchi contro la libertà religiosa, non solo nei paesi del Medio Oriente, ma anche nei paesi democratici di tradizione cristiana come la Spagna.

Spagna, cristianofobia in crescita. Uno studio sulla libertà religiosa in Spagna mostra che nel 2014 ci sono stati 91 attacchi alla libertà di religione. La maggioranza di questi sono stati attacchi contro la religione cristiana.

“L`Osservatorio per la Libertà Religiosa e di Coscienza (OLRC)” ha pubblicato la quarta edizione del rapporto “Gli attacchi alla libertà religiosa in Spagna”, in cui sono stati elencati gli attacchi avvenuti nel 2014.

L’associazione ha preso in esame tutti gli attacchi di tipo religioso in Spagna. La religione cristiana è risultata la più perseguitata.  “Notiamo, ancora una volta, che la maggior parte degli attacchi sono rivolti a cristiani. Questo accade non solo in Spagna ma anche in altri paesi europei”, si legge nel rapporto.

Graffiti offensivi sulle pareti delle chiese, attacchi contro simboli religiosi, profanazione di tabernacoli o interruzioni blasfeme in atti religiosi, sono esempi di attacchi contro il cristianesimo sviluppati l`anno scorso. Un caso particolarmente offensivo si è verificato quando due attiviste femministe, appartenenti al gruppo Femen, si sono incatenate mezzo nude a un crocifisso sull’altare della Cattedrale dell’Almudena di Madrid. Sul loro torace era scritto: “Libertà di abortire”.

Come dichiara l`Osservatorio, “la cristianofobia e il secolarismo radicale cercano di eliminare la religione cristiana della sfera pubblica”.

La religione musulmana ed ebraica sono state anche prese di mira nel paese. Dopo l`incidente di Charlie Hebdo, alcune moschee sono state dipinte, mentre gli ebrei hanno subito attacchi nelle reti sociali o attraverso articoli sulla stampa.

La Comunità Autonoma di Andalusia è stata quella che ha ricevuto la maggior parte degli attacchi sulla religione, ventitré attacchi, seguita da Madrid e Galizia con diciannove.

“C`è un tentativo di rimuovere la religione dallo spazio pubblico, inoltre uno sforzo di sminuire e insultare le persone che credono in essa; perfino attaccando i loro simboli in questa battaglia contro le convinzioni personali”, riporta lo studio.

Infine, l’Osservatorio ha emesso una petizione ai politici, in vista delle elezioni, in modo da ridurre gli attacchi alla libertà religiosa. Una richiesta per garantire l´insegnamento libero della religione, per aiutare i cristiani perseguitati dentro e fuori dei confini nazionali e per rispettare la religione nella sfera pubblica. Poiché, “il rispetto della libertà religiosa non solo beneficia i credenti, ma favorisce l`intera società nel promuovere la convivenza tra i cittadini”.

L`OLRC è un`associazione civile per difendere il diritto dei cittadini di partecipare alla vita pubblica senza essere discriminati. E’, inoltre, membro dell`”European Dignity Watch” e dell`”Observatory on Intolerance on Discrimination against Christians in Europe”.

Auxi Rodríguez

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