Stati Uniti, i devastanti numeri dell’epidemia degli oppiacei

Nel 2016, circa 64.000 persone sono morte a causa di sovradosaggi di droga, gli oppiacei rappresentavano quasi due terzi della causa di quelle morti. È difficile comprendere la piena portata e la grandezza della crisi degli oppiacei, delle sue cause e delle sue conseguenze per famiglie, comunità e luoghi di lavoro. Una migliore comprensione delle […]

Nel 2016, circa 64.000 persone sono morte a causa di sovradosaggi di droga, gli oppiacei rappresentavano quasi due terzi della causa di quelle morti. È difficile comprendere la piena portata e la grandezza della crisi degli oppiacei, delle sue cause e delle sue conseguenze per famiglie, comunità e luoghi di lavoro. Una migliore comprensione delle […]

Nel 2016, circa 64.000 persone sono morte a causa di sovradosaggi di droga, gli oppiacei rappresentavano quasi due terzi della causa di quelle morti. È difficile comprendere la piena portata e la grandezza della crisi degli oppiacei, delle sue cause e delle sue conseguenze per famiglie, comunità e luoghi di lavoro. Una migliore comprensione delle sfide che essa pone è un primo passo necessario per una politica pubblica che sia realmente informata. Il Rapporto elaborato dal gruppo di ricerca (Social Capital Project) del Senatore dello Utah Mike Lee raccoglie una quantità senza precedenti di dati sulla crisi degli oppiacei che sta devastando gli Stati Uniti d’America.

I principali risultati dicono che le morti di overdose da oppioidi continuano ad aumentare ad un tasso allarmante.

Dal 1999 i decessi connessi all’abuso di oppioidi sono quadruplicati e tra il 2015 e il 2016 il numero di morti da “Fentanil” e da altri oppioidi sintetici è più che raddoppiato.

Le morti connesse all’oppioide stanno interessando gruppi demografici più giovani, tipicamente bianchi, singoli o divorziati e con una educazione/formazione relativamente solida.

Nel 2015, nella fascia di popolazione dai 25 anni in su, il 61 per cento degli americani si sposava e, insieme agli americani vedovi, costituiva il 68 per cento della popolazione, allo stesso tempo essi rappresentavano solo il 28 per cento delle morti di overdose per oppiacei. Al contrario, gli americani mai sposati e divorziati hanno costituito circa il 32 per cento della popolazione, ma rappresentano il 71 per cento di tutte le morti di overdose oppioidale.

Nel 2015, tra quelli di età dai 25 anni in su, il 33 per cento aveva un diploma superiore e tra questi solo il 9 per cento era deceduto overdose di oppiacei. In netto contrasto, il 40 per cento dei giovani che non aveva un diploma di scuola superiore o equivalente, ha rappresentato il 68 per cento delle morti di overdose di oppiacei.

Negli anni ’60, quattro dei cinque tossicodipendenti di eroina iniziavano con l’eroina, ma nel 2000 i ¾ dei tossicodipendenti di eroina hanno iniziato con l’uso di oppiacei ottenuti legalmente tramite prescrizione medica (antidolorifici) o illegalmente. Nel 2016, quasi 215 milioni di prescrizioni per gli oppiacei sono stati riempite negli Stati Uniti. I dati analizzati dal CDC dimostrano che 61,8 milioni di pazienti cittadini americani hanno ricevuto tali prescrizioni, ossia il 19,1% della popolazione Usa.
La maggior parte delle morti di overdose di oppioidi è il risultato dalla somministrazione dei primi con altri agenti del sistema nervoso centrale, tra cui le benzodiazepine (spesso utilizzate per il trattamento di ansia e problemi di sonno). Questi dati aiutano a capire meglio non solo il fenomeno in atto negli Stati Uniti, ma anche l’effetto delle numerose campagne di liberalizzazione attuate e promosse con beneplacito del Presidente Obama negli scorsi anni.

La droga fa male e ammazza, distrugge la persona e la sua dignità e la comunità, l’oppio è la distruzione dei popoli.

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