Torna la libertà nelle Università Inglesi?

Che fosse indispensabile un ritorno alla libertà di parola, pensiero, critica e opinione nelle Università anglosassoni lo abbiamo più volte detto, citando gli innumerevoli casi di ‘veto’, ‘censura’ e evidenziando come la stessa adozione delle politiche delle ‘safe zone’ (luoghi sicuri all’interno delle università dove i ‘dissenzienti’ verso il pensiero unico e revisionista di sinistra […]

Che fosse indispensabile un ritorno alla libertà di parola, pensiero, critica e opinione nelle Università anglosassoni lo abbiamo più volte detto, citando gli innumerevoli casi di ‘veto’, ‘censura’ e evidenziando come la stessa adozione delle politiche delle ‘safe zone’ (luoghi sicuri all’interno delle università dove i ‘dissenzienti’ verso il pensiero unico e revisionista di sinistra […]

Che fosse indispensabile un ritorno alla libertà di parola, pensiero, critica e opinione nelle Università anglosassoni lo abbiamo più volte detto, citando gli innumerevoli casi di ‘veto’, ‘censura’ e evidenziando come la stessa adozione delle politiche delle ‘safe zone’ (luoghi sicuri all’interno delle università dove i ‘dissenzienti’ verso il pensiero unico e revisionista di sinistra potevano liberamente scambiarsi opinioni e discutere) potesse trasformarsi nella istituzionalizzazione di ‘ghetti’ e fomentare la discriminazione.

A fine marzo, la Commissione congiunta di Lords e Comuni per i Diritti Umani ha espresso tutte le sue preoccupazioni per la situazione che si va creando e i limiti alla libertà di parola nelle università inglesi.

Nelle raccomandazioni si legge che le politiche di prevenzione devono assicurare la libertà di parola agli studenti e soprattutto agli studenti che abbiano una fede religiosa; che le associazioni di studenti non devono limitare la libertà di parola, gli uffici per gli studenti devono garantire la libertà di parola agli studenti e anche di protesta. “Le Università devono essere luoghi in cui possa svolgersi un dibattito aperto in modo che gli studenti possano sviluppare le proprie opinioni su idee anche impopolari, controverse o provocatorie”. Gruppi o singoli studenti che abbiano opinioni impopolari non devono in alcun modo essere messi a a tacere, ne discriminati dalle associazioni di studenti o università.

Possiamo dire e sostenere senza nessun dubbio quel che dice la Commissione, “la libertà di parola, all’interno dei limiti di legge’ è vitale nelle università”.

Liste di proscrizione o bandi di divieto sono e dovrebbero da ora cancellati dalle università inglesi, un ritorno alla libertà che farà del bene.

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