Una lettera da Aleppo

Lettera del vescovo greco-melchita Jean Jeanbart ai fedeli , del 2 luglio scorso.  Non scoraggiamoci, Dio è con noi! Cari fedeli e amici, sono tornato qui dopo un’assenza di quasi due mesi che ho passato nell’amministrazione della nostra Chiesa melchita, incarico assegnatomi dal Santo Padre, dopo l’accettazione della rinuncia del Patriarca Gregorio III Laham. Tra […]

Lettera del vescovo greco-melchita Jean Jeanbart ai fedeli , del 2 luglio scorso.  Non scoraggiamoci, Dio è con noi! Cari fedeli e amici, sono tornato qui dopo un’assenza di quasi due mesi che ho passato nell’amministrazione della nostra Chiesa melchita, incarico assegnatomi dal Santo Padre, dopo l’accettazione della rinuncia del Patriarca Gregorio III Laham. Tra […]

Lettera del vescovo greco-melchita Jean Jeanbart ai fedeli , del 2 luglio scorso. 

Non scoraggiamoci, Dio è con noi!

Cari fedeli e amici, sono tornato qui dopo un’assenza di quasi due mesi che ho passato nell’amministrazione della nostra Chiesa melchita, incarico assegnatomi dal Santo Padre, dopo l’accettazione della rinuncia del Patriarca Gregorio III Laham. Tra i compiti di cui sono stato responsabile, vi era quello di preparare il Sinodo per la selezione di un nuovo Patriarca della nostra amata chiesa,il che è stato fatto con l’elezione di S.E. Mons. Joseph Absi, che ha scelto per il suo Patriarcato il nome di “Yousef” che Dio gli conceda una lunga e onorevole vita e lo mantenga in buona salute per molti anni.

Ora che sono tornato, felice di essere qui e pieno di gioia per essermi ricongiunto con voi, mi sento pieno di energia ed entusiasmo a guidare la battaglia decisiva che attende tutti noi; lottiamo per ricostruire ciò che è stato demolito durante questa brutta e disastrosa guerra che ha distrutto le nostre case, terrorizzato i nostri cittadini, causando la loro fuga e dispersione in tutto il mondo. Questa tragedia ha causato la partenza di molti dei nostri connazionali in terre lontane, lontano dalla loro amata patria e dalla loro terra natale.

Il nostro paese ci è molto caro, è nella sua terra generosa terra che siamo cresciuti e vissuti. Esso ci ha dato abbondanza e noi gli dobbiamo molto. Questa nazione, così tanto provata, si attende oggi che noi la ripaghiamo ridandole il suo orgoglio, la sua dignità e la sua libertà e , grazie alla nostra tenacia e alla nostra dedizione, possiamo ripristinare il suo fascino, la bellezza e lo splendore; il paese è una madre e la madre si merita tutto l’amore e la dedizione possibile.

Per quanto mi riguarda, carissimi amici, sono determinato più che mai, ad applicare me stesso e agire per migliorare l’immagine della nostra città ancestrale e preziosa, Aleppo, la perla d’Oriente e d’Occidente, culla di civiltà e sorgente di culture.

Sono determinato oggi più che mai, a stare al fianco nostri giovani per ricostruire ciò che è stato distrutto e riconquistare ciò che era perduto. I nostri nemici hanno saccheggiato e demolito Aleppo in modo ignominioso e selvaggio, ricostruiremo e lo faremo con orgoglio e dignità. Noi ricostruiremo re ripristineremo i suoi edifici e le sue istituzioni, ci sarà da educare le generazioni future, garantendo loro una conoscenza di qualità mentre li guidiamo via della civiltà e della virtù. Il nostro obiettivo, dopo questa guerra barbara è la rimozione della ignoranza e l’eradicazione del fondamentalismo fanatico con tutti i mezzi possibili.

Vogliamo dare ai nostri figli il meglio per potenziare l’eccellenza in tutte le aree. Vogliamo le migliori scuole per i nostri giovani, buoni ospedali per i nostri malati. Vogliamo che i nostri figli abbiano parchi, campi da gioco per i nostri adolescenti, residence confortevoli e case decenti per le nostre famiglie. Vogliamo una bella città, un’oasi, con una società armoniosa e un paese accogliente, dove i cittadini di qualsiasi estrazione un giorno possano trovare l’armonia, la serenità e il benessere.

Vogliamo Aleppo, una città rinnovata e moderna, dove la vita è buona, attraente e che si distingua per le sue caratteristiche nel mondo intero e possa essere ammirata per questo.

Questo è possibile con tutto quello che è successo? Sì! Questo è certamente possibile, il giorno in cui decidiamo di prendere l’iniziativa e unire i nostri sforzi per lavorare insieme con onestà, dedizione e fedeltà.
Questo sarà il giorno in cui ci rifiuteremo di fare falsi discorsi e metteremo i principi di rettitudine e onestà a fondamento del nostro lavoro.

Questo sarà possibile se siamo d’accordo nello sbarazzarci dalla disperazione, dalla svogliatezza e dalla tentazione di ‘lasciarci andare’.

Questo sarà possibile, e lo abbiamo visto realizzato in Europa, in Libano e in molti altri paesi martoriati dalle guerre; tutti sono risorti e si sono mirabilmente sviluppati dopo danta distruzione e dolori che hanno dovuto affrontare a causa delle guerre.

Molti segni ci permettono di dire che la speranza è grande e che il successo è possibile, attende solo la nostra decisione risoluta e determinata. Abbiamo in passato dimostrato che siamo cittadini capaci di applicarci risolutamente nel lavoro; abbiamo costruito un paese in cui la vita è stata buona e abbiamo dimostrato in questi ultimi anni di essere stati in grado di far fronte a ostacoli e coraggiosamente affrontare le avversità.

Siamo stati in grado di resistere sui campi di battaglia con l’ardore dei nostri soldati e abbiamo resistito per rimanere nel nostro paese grazie alla gentilezza dei nostri fratelli in Occidente e la solidarietà dei nostri cittadini.

Abbiamo perseverato e continuato a lavorare in modo mirabile nelle nostre istituzioni educative, mediche e sociali, nonostante i pericoli e fastidi che abbiamo subito, perciò potremo anche aumentare i risultati significativi e soddisfacenti che hanno coronato di successo i nostri sforzi.

Sono stato molto contento di apprendere, durante il mio soggiorno in Libano, il successo delle nostre istituzioni educative e l’ulteriore lavoro nei nostri vari servizi umanitari che mi ha reso felice, fiero e ottimista per il futuro luminoso ci attende, ora che la guerra sembra essere ai suoi ultimi sussulti.

Non è da buttare il successo di tre diplomati al Brevetto della Scuola Amal, che i nostri studenti hanno ottenuto dimostrandosi i migliori di tutta la Siria, come l’opera del Centro di Formazione Professionale che è stata in grado di dare lavoro per molti giovani. Allo stesso tempo la competente attività di successo del nostro Centro medico di Dimitrios potrebbe includere anche lo sviluppo ulteriore del nostro Istituto San Basilio. La loro crescita è continuata nonostante i molti ostacoli causati dalla guerra. Tutto questo non mostra la decisione e la tenacia della nostra gente piena di coraggio?
Non abbiamo sentito parlare dei servizi di sviluppo del movimento “Costruire per restare” e le sue attività che continuano a svilupparsi nel Paese e per la nostra società?

Tutto ciò non ci porta ad avere più speranza e fiducia nel futuro?

Perché se siamo stati in grado di raggiungere questi risultati in tempi di guerra e di insicurezza, ciò non dovrebbe essere possibile per noi realizzarlo in tempi di pace e tranquillità?

Dio è con noi, andiamo avanti dunque senza paura, verso il futuro, cari fratelli. Il futuro ci appartiene.

Aleppo, 2 Luglio 2017

S.E. Youhanna Jean Jeanbart, Arcivescovo di Aleppo

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