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Utero in affitto, FAFCE: “Ferma condanna e appello agli Stati per la sua abolizione” - Matchman News
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Utero in affitto, FAFCE: “Ferma condanna e appello agli Stati per la sua abolizione”

Il consiglio di Presidenza della Federazione europea delle associazioni delle famiglie cattoliche (FAFCE) ha approvato, nel corso dell’incontro di primavera a Fatima, una risoluzione per la ferma condanna della maternità surrogata in ogni sua forma

Il consiglio di Presidenza della Federazione europea delle associazioni delle famiglie cattoliche (FAFCE) ha approvato, nel corso dell’incontro di primavera a Fatima, una risoluzione per la ferma condanna della maternità surrogata in ogni sua forma

“Noi, Presidenti e Delegati del Consiglio FAFCE, condanniamo fermamente ogni forma di maternità surrogata, commerciale e non, dato che questa, in ogni caso, strumentalizza donne e bambini”. È con questa “ferma condanna” che la FAFCE ha concluso l’incontro del consiglio di Presidenza, tenutosi a Fatima il 12 e il 13 aprile e al quale hanno preso parte i delegati delle 19 associazioni dei vari paesi europei che compongono la Federazione.

Oltre ad analizzare le evoluzioni riguardanti il matrimonio e la famiglia nell’ambito dell’UE e del Consiglio d’Europa e a delineare la strategia della Federazione per il periodo 2015-2019, la Federazione europea delle associazioni familiari ha approvato una risoluzione dove si esprime “grande preoccupazione” per la pratica della maternità surrogata, dato che quest’ultima “si sta diffondendo in tutto il mondo, dando vita ad un vero “piano inclinato”, un terreno scivoloso che mina il diritto del bambino, non avendo rispetto della dignità umana e dei principi etici fondamentali”.  “Noi crediamo – continua il testo della risoluzione – che non vi è alcun motivo per legittimare questa pratica, sia sul piano legale che sul piano etico. Riconosciamo anche che la maternità surrogata è una delle conseguenze di un processo culturale che separa sempre più la procreazione e la sessualità, minando fortemente la dignità della procreazione umana”.

Pertanto, “accogliamo con favore la chiara posizione adottata dal Parlamento europeo, espressa nella relazione annuale sui “diritti umani e la democrazia nel mondo 2014 e politica dell’Unione europea in materia”, che ha condannato la maternità surrogata affermando che essa «è vietata e trattata come una questione di urgenza in strumenti sui diritti umani »” continua il testo del documento approvato dal Consiglio di Presidenza, facendo riferimento alla risoluzione adottata dall’Europarlamento nel dicembre scorso.

Tuttavia, tale posizione a livello istituzionale non ha scongiurato i vari tentativi di giungere ad una legalizzazione della maternità surrogata. Infatti, dal novembre 2015 fino al marzo 2016, la Commissione affari sociali del Consiglio d’Europa – istituzione quest’ultima in cui la FAFCE gode di un particolare statuto partecipativo – ha discusso una controversa relazione pro-surrogacy portata avanti dalla senatrice belga Petra De Sutter, ginecologo di professione e capo del Dipartimento per la medicina riproduttiva presso l’Ospedale Universitario di Gent, Belgio, uno dei quattro ospedali belgi che – guarda caso – praticano la maternità surrogata. Nonostante la relazione sia stata rigettata il 15 marzo scorso, grazie anche al prezioso lavoro della FAFCE, la situazione richiede di essere costantemente monitorata.

Proprio per tali ragioni, la FAFCE lancia un appello accorato: “Chiediamo a tutti i capi di Stato e di governo di agire a favore dell’abolizione della maternità surrogata per mezzo di una specifica convenzione internazionale o di un protocollo aggiuntivo alla Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo”. Inoltre “lanciamo un appello a tutti i membri dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, affinché intraprendano sempre più questa strada a favore della dignità umana. In particolare, invitiamo i membri della commissione per gli affari sociali a lavorare per il progresso della procedura in materia di diritti umani e di questioni etiche legate alla maternità surrogata, in modo tale da condannare chiaramente questa pratica”.

Infine, “ci rivolgiamo a tutte le persone di buona volontà per esprimere la loro opposizione alla maternità surrogata” e anche a “tutte le organizzazioni che si oppongono a tale pratica affinché uniscano le forze e facciano sentire la loro voce, lasciando emergere gli interessi finanziari e ideologici che si celano dietro questa pratica”.

Insomma, un appello che assume connotati “universali” proprio perché si è di fronte ad una “violazione della dignità umana”.

 

Carlo Mascio

 

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