Francia, il pericolo dell’obbligo scolastico a 3 anni

A fine marzo, nonostante i problemi che emergono in Francia, dai nuovi attetati alla violenza terribile dell’antisemitismo, il Governo Macron ha preferito affrontare un tema tanto spinoso quanto inquietante, l’abbassamento dell’obbligo scolastico sin dall’età di 3 anni. Aprendo la Conferenza sulle Scuole Materne di Francia lo scorso martedì 27 Marzo, il Presidente Macron ha annunciato […]

A fine marzo, nonostante i problemi che emergono in Francia, dai nuovi attetati alla violenza terribile dell’antisemitismo, il Governo Macron ha preferito affrontare un tema tanto spinoso quanto inquietante, l’abbassamento dell’obbligo scolastico sin dall’età di 3 anni. Aprendo la Conferenza sulle Scuole Materne di Francia lo scorso martedì 27 Marzo, il Presidente Macron ha annunciato […]

A fine marzo, nonostante i problemi che emergono in Francia, dai nuovi attetati alla violenza terribile dell’antisemitismo, il Governo Macron ha preferito affrontare un tema tanto spinoso quanto inquietante, l’abbassamento dell’obbligo scolastico sin dall’età di 3 anni.

Aprendo la Conferenza sulle Scuole Materne di Francia lo scorso martedì 27 Marzo, il Presidente Macron ha annunciato che la scuola dell’obbligo per i bambini sarà dai 3 anni in su, invece di 6 anni oggi.

Un annuncio che non è solo simbolica, perché la percentuale di bambini iscritti alla scuola materna, anche se molto forte, ha una tendenza al ribasso dal 2000. Se quasi il 100% dei bambini di 5 anni frequentare la scuola materna, solo il 97% dei bambini di età compresa tra 3 e di quelli di 4 anni sono iscritti. Ciò significa che dai 20.000 ai 30.000 bambini non frequentano la scuola materna ogni anno, anche perché i genitori che non lavorano a volte preferiscono tenerli a casa. “Alcune famiglie hanno difficoltà a separarsi dai loro figli piccoli. È un problema culturale. Soprattutto nelle famiglie africane, per esempio “, dice Francette Popineau del Sindacato degli insegnanti Snuipp-FSU.

Secondo la sindacalista, più preoccupata della possibile perdita di posti di lavoro di insegnati che della educazione dei bambini “è noioso stare a casa, specialmente per i bambini le cui famiglie sono lontane dalla cultura scolastica francese”.

In questa frase, sottostante la decisione di Macron, c’è tutta la vera ragione dell’abbassamento dell’età obbligatoria, ‘formare il cittadino francese’ il prima possibile e senza nessuna interferenza della famiglia e della tradizione culturale e religiosa. Insomma, un ritorno all’dea del ‘buon selvaggio’ che si può e si deve educare ai valori della ‘laicitè’ francese, come ulteriore tentativo di creare una società di cittadini obbedienti e pacificati sotto l’unica bandiera di Francia.

Un pericolo enorme, non solo perché si vuole sostituire per legge alle mamme e alle famiglie lo Stato, ma anche per lo stesso impoverimento culturale della società francese che appare sempre più incapace di comprendere le sfide della identità e del dialogo tra culture diverse, quanto ossessionata dal modello ‘utopico-comunista’ di Auguste Comte rivoluzionario. Un fallimento che già secoli orsono portò a genocidi e tragedie impensabili.

Il vero riformatore e rivoluzionario Macron, se fosse tale, dovrebbe agire esattamente nella direzione opposta, più società e libertà per le famiglie e meno statalismo, soprattutto evitando l’indottrinamento di Stato sin dai 3 anni.

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